Introduzione di Gabriele Pedullà al Principe di Niccolò Machiavelli
sabato 13 dicembre 2025
Educazione per gli umanisti
… ruolo decisivo che il momento dell'educazione aveva svolto nel progetto politico degli umanisti. E qui che si erano concentrati tutti gli sforzi dei letterati del Quattrocento, nella convinzione che se le élites destinate ad amministrare la cosa pubblica fossero state indirizzate al culto della virtù, all'amore per le lettere e al rispetto della giustizia, il problema del retto governo avrebbe potuto dirsi almeno in parte risolto. Gli stessi umanisti che tanto insistono sulla centralità della paideia e della institutio, be-ninteso, non ignoravano a quale punto la dimensione della vita activa sia segnata dalla violenza e dall'ingiustizia, né si facevano troppe illusioni sulla possibilità di addomesticare del tutto lo spazio pubblico, liberandolo dalle pulsioni distruttive ed egoistiche - nessuna ingenuità in proposito, nessuna speranza di correggere una volta per sempre l'irrazionalità del mondo sublunare. Gli uomini possono essere resi migliori, e spesso in effetti lo sono, ma unicamente attraverso un lungo e difficile percorso di elevazione al quale soltanto una sparuta minoranza di individui può avere accesso. Il realismo degli umanisti dipende anzi proprio dalla loro decisione di porsi degli obiettivi tutto sommato limitati. Per ottenere dei concreti risultati politici, d'altra parte, non è in alcun modo necessario raggiungere l'intera comunità: sarà sufficiente infatti che la terapia filosofica agisca sui principı e sulle aristocrazie cittadine perché l'intera popolazione ne avverta immediatamen-te, seppure indirettamente, i benefici. Ed è sui pochi individui destinati per censo e natali ad accollarsi l'onore e l'onere di amministrare la cosa pubblica che tutte le energie e tutti gli sforzi andranno appunto indirizzati.
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