giovedì 3 aprile 2025

Antifragilità

L'antifragilità va al di là della resilienza e della robustezza. Ciò che è resiliente resiste agli shock e rimane identico a se stesso; l'antifragile migliora.

Nassim Nicholas Taleb, Antifragile. Prosperare nel disordine

domenica 30 marzo 2025

Senso della realtà e senso della possibilità

Ma se il senso della realtà esiste, e nessuno può mettere in dubbio che la sua esistenza sia giustificata, allora ci dev'essere anche qualcosa che chiameremo senso della possibilità.
Chi lo possiede non dice, ad esempio: qui è accaduto questo o quello, accadrà, deve accadere; ma immagina: qui potrebbe, o dovrebbe accadere la tale o talaltra cosa; e se gli si dichiara che una cosa è com'è, egli pensa: be, probabilmente potrebbe anche esser diversa.
Cosicché il senso della possibilità si potrebbe anche definire come la capacità di pensare tutto quello che potrebbe egualmente essere, e di non dar maggiore importanza a quello che è, che a 
quello che non è. Come si vede, le conseguenze di tale attitudine creativa possono essere notevoli, e purtroppo non di rado fanno apparire falso ciò che gli uomini ammirano, e lecito ciò che essi vietano, o magari indifferenti l'uno e l'altro. Questi possibilisti vivono, si potrebbe dire, in una tessitura più sottile, una tessitura di fumo, immaginazioni, fantasticherie e congiuntivi.

Robert Musil, L'uomo senza qualità 

Ironica fedeltà

Anche un cane di razza si cerca un posto sotto la tavola, insensibile ai calci non per bassezza canina ma per affetto e fedeltà. E appunto i freddi calcolatori non hanno nella vita la metà del successo conseguito invece dagli spiriti felicemente equilibrati, che nutrono sentimenti veri e profondi per le persone e le condizioni capaci di portar loro vantaggio.

Robert Musil, L'uomo senza qualità 

domenica 23 marzo 2025

Una parola diversa dalla loro

Il leader del popolo sovietico, autore fra l'altro di scritti di linguistica, si era reso conto che la letteratura utilizzava un'altra lingua, e che questa non coincideva con la sua. O meglio, aveva capito che non era strettamente un problema di lingua, perché Mandel'stam e Pasternak utilizzavano anche loro il russo. Aveva capito che non adoperavano le stesse parole. Insomma, aveva inteso perfettamente la lezione di Saussure e ne aveva tirato le conseguenze che sappiamo. La pratica non è certo finita con Stalin. Ne abbiamo preso coscienza con un certo spavento nel 1990 quando a Strasburgo costituimmo il Parlamento Internazionale degli Scrittori e una rete di città-rifugio dove accogliere quelli ai quali nei loro paesi si ambiva a tagliare la gola con recisione netta delle corde vocali, luogo deputato alla fonazione, cioè alla parola parlata prima che scritta. I nazisti hanno bruciato milioni di persone. Ma hanno cominciato col bruciare libri. Soprattutto quelli di letteratura, quella letteratura da loro definita 'degenerata'. Degenerata in quanto portatrice di una parola diversa dalla loro: una diversa visione del mondo. La letteratura è sostanzialmente questo: una visione del mondo differente da quella imposta dal pensiero dominante, o per meglio dire dal pensiero al potere, qualsiasi esso sia. E il dubbio che ciò che l'istituzione vigente vuole sia così, non sia esattamente così. Il dubbio, come la letteratura, non è monoteista, è politeista. Peraltro le conseguenze dei pensieri monoteisti, che non nutrono alcun dubbio, sono sotto gli occhi di tutti.

Antonio Tabucchi, Di tutto resta un poco

giovedì 20 marzo 2025

Scrivere

Scrivere è atto nobile nel migliore dei casi, ingenuo nel peggiore. Tranne poche eccezioni di grafomani arroganti inediti che imitano grafomani arroganti già editi, scrivere non peggiora il mondo. I libri sono firmati parola per parola. I loro pregi e tradimenti sono visibili, la loro libertà o corruzione e inutilità apparirà chiaramente, sulla pagina sterminata dei secoli. Alcuni dureranno, altri scompariranno. …. Scrivere nasce dal leggere e al leggere è grato.

Stefano Benni, Achille piè veloce 

mercoledì 19 marzo 2025

Una parte di me volerà in cielo

"State per morire, madre?" domandó…
"Sì."
"Cosa significa?"
"Mi recherò in un luogo dove tu non potrai seguirmi, per ora. Però, anche se non ci vedremo, saremo insieme lo stesso. Mi potrai sentire nel cuore, ogni volta che ti piacerà. Mi chiamerai e io arriverò.Sarà altrettanto bello." 
"Ve ne andrete fra poco, madre?"
"Sì, così credo."
"È proprio necessario? Non potete aspettare?"
" Non è possibile,… Il padre celeste mi chiama accanto a sé e io non posso rifiutarmi."
"Capisco" mormorò il bimbo, per nulla convinto."Cosa accadrà? Scomparirete?"
"No. Una parte di me volerà in cielo. Se osserverai con attenzione, forse riuscirai a vedermi, mentre mi allontano. Non posso portare con me il corpo, peró. È troppo pesante, per salire lassù. Lo abbandoneró qui. Quando te lo domanderó, tu mi chiuderai gli occhi e attenderai fino a quando non avrai capito che sono volata via."
"Posso tenerlo io, il vostro corpo?"
" Lo seppellirai nel luogo che ho indicato… Qualche volta, se ti farà piacere, andrai a fargli un saluto. Ricorda, però, che io non sono là ma in cielo. Perciò non preoccuparti troppo di cosa gli accadrà. Non ha nessuna importanza. Come un vecchio vestito, che non serve più."

Carla Maria Russo, La sposa normanna

domenica 9 marzo 2025

Le città invisibili

Forse il vero senso del mio libro potrebbe essere questo: dalle città invivibili alle città invisibili

Italo Calvino su Le Città Invisibili

sabato 8 marzo 2025

Stato della società per scrivere il Romanzo

Sappiate dunque che sono immerso nel mio romanzo, il cui soggetto è ambientato in Lombardia, e l'epoca dal 1628 al '31. Le memorie che ci restano di tale epoca presentano e fanno supporre uno stato della società veramente straordinario: il governo più arbitrario combinato con l'anarchia feudale e l'anarchia popolare; una legislazione stupefacente per ciò che prescrive e per ciò che lascia intendere o che descrive; una ignoranza profonda, feroce e pretenziosa; classi aventi interessi e massime opposte; alcuni aneddotti poco noti [...] che testimoniano il grande sviluppo di tutto ciò; infine una peste che ha dato occasione alla scelleratezza più consumata e sfrontata, ai pregiudizi più assurdi e alle virtù più commoventi, ecc., ecc.; ecco di che riempire un canovaccio [...]. Quanto allo svolgimento degli avvenimenti, e all'intrigo, credo che il mezzo migliore per non fare come gli altri stia nel considerare nella sua realtà il modo di agire degli uomini, e di considerarlo soprattutto in ciò che ha di opposto allo spirito romanzesco

Alessandro Manzoni, Lettera all'amico Fauriel

domenica 2 marzo 2025

Giorno di interrogazione

Era giorno di interrogazioni, e quando l'insegnante aprì il registro, fu come se ne uscisse un'aria mefitica, un odore di tomba scoperchiata. - Oggi interroghiamo... - disse. Seguì una pausa raggelante. Il futuro del paese si rattrappì, alcuni in posa fetale, altri tappandosi le orecchie, altri scomparendo sotto il banco, altri guardandosi negli occhi come a implorare reciproco aiuto, perché in quel momento tutti erano uguali, un povero sparuto branco di uccellini davanti al fucile puntato. - Zeffirini! - sparò il fucile. Le membra si decontrassero e i visi si distesero, molti sorrisero scambiandosi caramelle. Tutti guardarono poi Zeffirini, l'uccellino colpito, che si dirigeva con le alette basse verso la cattedra, mentre un'unica voce sembrava accompagnarlo, solidale, nel suo cammino: Cazzi tuoi, sfigato.

Stefano Benni, L'ultima lacrima

domenica 16 febbraio 2025

Sorpresa dalla morte

I primi che la trovarono furono dei barcaioli che tornavano all'alba dalla pesca notturna; e da principio la credettero una suicida, portata a riva dalle correnti marine. Ma invero la posizione dell'annegata, e le condizioni del suo corpo, non s'accordavano con quella conclusione frettolosa. Essa giaceva dentro il limite della battigia, ancora bagnato della marea recente, in una posa rilasciata e naturale, come chi viene sorpreso dalla morte in uno stato d'incoscienza o di sonno. La testa le poggiava sulla sabbia, che il lieve deflusso aveva lasciato liscia e nitida, senza alghe né detriti; e il resto della persona le stava adagiato per intero sul grande mantello da uomo che, fermato al collo dalla fib-bia, si stendeva spalancato ai suoi lati, tutto intriso d'acqua. Il vestituccio di seta artificiale, madido e lisciato dall'acqua, aderiva compostamente al suo corpo sottile, che appariva incolume, non gonfio né maltrattato come si mostrano di solito i corpi restituiti dalle correnti. E i minuscoli garofani cilestrini stampati sulla seta risaltavano come nuovi, ravvivati dall'acqua, contro il fondo bruno del mantello. L'unica violenza del mare, era stata di toglierle via le scarpette e di scioglierle i capelli che, nonostante l'età, le rimanevano lunghi e abbondanti, e solo in parte incanutiti: così che adesso, zuppi d'acqua, parevano tornati neri, e le si erano disposti tutti su un lato, quasi con grazia.

Elsa Morante, La Storia

domenica 9 febbraio 2025

Manovrare i clienti

«Vede, signor commissario, lei non ci crederà, ma i clienti sono un po' come le donne. Parrebbe uno scherzo: eppure... Bisogna saperli prendere. Una pazienza, certe volte! Dove occorre che uno aspetti, saper aspettare: star lì, sotto la panca di sasso, cogli occhi addormentati, ma pronti al balzo come un gatto in amore. Dove occorre invece la manovra, manovrare... prima che ci arrivi quell'altro, la concorrenza, voglio dire. 

Carlo Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

Nuove forze operanti nella società italiana

Le nuove forze operanti nella società italiana quel rinnovamento profondo che, atteggiatosi all'antica severità o almeno alla faccia severa de littori, aveva però, già preso l'aire dalla loro dotazione di bastoncelli (mazzetto di stecchi rilegati strinti d'attorno il fusto della scure, non soltanto emblematico), si addiedero poi senza sciuparsi nei filosofemi (primum vivere) a lastricare de più verbosi buoni propositi la patente via dell'inferno.

Carlo Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

domenica 2 febbraio 2025

Hitler e Mussolini

Fra i due sventurati falsari, diversi per natura, c'erano pure delle somiglianze inevitabili. Ma di queste, la piú interna e dolorosa era un punto di debolezza fondamentale: l'uno e l'altro, interiormente, erano dei falliti e dei servi, e malati di un sentimento vendicativo d'inferiorità. È noto che un tale sentimento lavora dentro le sue vittime con la ferocia di un roditore incessante, e spesso le ricompensa coi sogni. Mussolini e Hitler, a loro modo, erano due sognatori; ma qui si manifesta la loro diversità nativa. La visione onirica del «duce» italiano (rispondente a una sua voglia materiale di vita) era un festival da commedia, dove tra labari e trionfi lui, vassalluccio d'intrallazzo, recitava la parte di certi antichi vassalli beatificati (i cesari, gli augusti...) sopra una folla vivente umiliata al rango di fantoccio. Mentre invece l'altro (impestato da un vizio monotono di necrofilia e laidi terrori) era succube semi-conscio di un sogno tuttora informe, dove ogni creatura vivente (incluso lui stesso) era oggetto di strazio e degradata fino alla putrefazione. E dove all'ultimo - nel Grande Finale - tutte le popolazioni terrestri (compresa quella germanica) si sfacevano in ammassi scomposti di cadaveri.

Elsa Morante, La Storia

domenica 19 gennaio 2025

Lasciar andare

Arriva un giorno nella vita in cui capisci che lasciar andare non significa arrendersi o perdere, ma scegliere di proteggere la tua pace interiore. È il giorno in cui realizzi che alcune battaglie si vincono non con la forza, ma mantenendo intatta la tua integrità, anche quando tutto intorno ti spinge a fare il contrario. E poi comprendi una verità che può fare male, ma ti libera: ci sono persone che, per quanto amore, pazienza o opportunità gli offra, non cambieranno mai. Quando questo accade, quando riesci a guardare tutto questo con serenità, senza rancore, quel giorno avrai raggiunto la vera maturità emotiva. Perché crescere significa sapere cosa lasciare andare per non perdere te stesso.

Tom Hanks

Senso del sacro

La stranezza di quegli occhi ricordava l'idiozia misteriosa degli animali, i quali non con la mente, ma con un senso dei loro corpi vulnera-bili, «sanno» il passato e il futuro di ogni destino. Chiamerei quel senso - che in loro è comune, e confuso negli altri sensi corporei - il senso del sacro: intendendosi, da loro, per sacro, il potere universale che può mangiarli e annien- tarli, per la loro colpa di essere nati.

Elsa Morante, La Storia

domenica 22 dicembre 2024

Pregiudizi e democrazia

I pregiudizi nascono nella testa degli uomini. Perciò bisogna combatterli nella testa degli uomini, cioè con lo sviluppo delle conoscenze, e quindi con l'educazione, attraverso la lotta incessante contro ogni forma di settarismo. Vi sono uomini che si ammazzano per una partita di calcio. Dove nasce questa passione se non nella loro testa? Non è un toccasana, ma credo che la democrazia possa servire anche a questo: la democrazia, vale a dire una società in cui le opinioni sono libere e quindi sono costrette a scontrarsi e scontrandosi a depurarsi. Per liberarsi dai pregiudizi, gli uomini hanno bisogno prima di tutto di vivere in una società libera.

Norberto Bobbio, Elogio della mitezza

Discriminazione razziale

Nei rapporti fra il Nord e il Sud a livello mondiale nessuno mette in dubbio la superiorità del Nord rispetto al Sud se non altro sotto l'aspetto tecnologico. Ma da questa superiorità nessuno ritiene di poter derivare la conseguenza per cui è bene che il Nord viva nell'abbondanza e il Sud patisca la fame. Il rapporto di diversità, e anche quello di superiorità, non implicano le conseguenze della discriminazione razziale. La quale non si arresta alla considerazione della superiorità di una razza sull'altra, ma compie un altro passo decisivo (quello che ho chiamato la terza fase nel processo di discriminazione): sostiene che proprio sulla base del giudizio che una razza è superiore e l'altra inferiore, la prima deve comandare, la seconda obbedire, la prima dominare, l'altra essere soggetta, la prima vivere, l'altra morire. Dal rapporto superiore-inferiore può derivare tanto la concezione per cui il superiore ha il dovere di aiutare l'inferiore a raggiungere un livello più alto di benessere e di civiltà, quanto la concezione per cui il superiore ha il diritto di sopprimere l'inferiore. Solo quando la diversità conduce a questo secondo modo concepire il rapporto fra superiore e inferiore si può a buon diritto parlare di vera e propria discriminazione con tutte le aberrazioni che ne seguono. Tra queste aberrazioni quella storicamente più distruttiva è stata la «soluzione finale» escogitata dai nazisti per risolvere il problema ebraico nel mondo: lo sterminio sistematico di tutti gli ebrei esistenti in tutti i paesi in cui il nazismo aveva esteso il suo dominio. Per arrivare a questa conclusione i dottrinari del nazismo erano dovuti passare attraverso queste tre diverse fasi: a) gli ebrei sono diversi dagli ariani; b) gli ariani sono una razza superiore; c) le razze superiori debbono dominare quelle inferiori, anche sopprimendole qualora sia necessario alla propria conservazione.

Norberto Bobbio, Elogio della mitezza


martedì 17 dicembre 2024

Stress e sonno

L'individuo abituato allo stress è di solito una persona di successo, o di potere, che ha bisogno di esercitare un controllo sul mondo circostante, cose e persone incluse. Ciascuno di noi conosce qualche esempio di questo genere: imprenditori superindaffarati, mamme che «fannotuttosololoro», impiegati che mandano avanti l'intero ufficio. Ma per avere sempre un livello molto alto di controllo è necessario avere nel sangue un alto livello di zuccheri, e ciò viene garantito da alte concentrazioni di neuropeptide Y, un neurotrasmettitore che orienta la nostra fame di zuccheri. Il grasso così s'accumula, insieme a tutti gli altri effetti negativi dello stress che tristemente conosciamo: inibizione immunitaria, disturbi del sonno, alterazioni dell'appetito, riduzione della memoria e delle capacità cognitive in genere, stanchezza e infertilità.

Nardone Speciani, Mangia muoviti ama

domenica 8 dicembre 2024

Era mio padre

«Chi era?», domandò mio padre, non appena fui rientrato in tinello. Nella stanza non era rimasto che lui. Sedeva in poltrona accanto al mobiletto della radio, nella abituale, ansiosa attesa del notiziario delle due. 
«Alberto Finzi-Contini.» 
«Chi? Il ragazzo? Che degnazione! E cosa vuole?» Mi scrutava coi suoi occhi azzurri, smarriti, che da molto tempo avevano perduto la speranza di impormi qualcosa, di riuscire a indovinare quello che mi passasse per la testa. Lo sapeva bene - mi diceva con gli occhi -, che le sue domande mi infastidivano, che la sua continua pretesa di ingerirsi nella mia vita era indiscreta, ingiustificata. Ma santo Dio, non era mio padre? E non vedevo come fosse invecchiato, in quell'ultimo anno? Con la mamma e con Fanny non era il caso che si confidasse: erano donne. Con Ernesto nemmeno: troppo putin. Con chi doveva parlare, allora? Possibile che non capissi che era proprio di me che lui aveva bisogno?

Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi Contini

Il giardino dei Finzi Contini e gli ebrei

Al narratore del romanzo, nonché protagonista, non viene mai dato un nome, ma vita e familiari ricordano così tanto Bassani che qualche critico ha preso l'abitudine di chiamarlo B. Il padre, un ottimista, oltre che ex dottore divenuto amministratore di una vecchia proprietà di famiglia, è felice di entrare a far parte dell'Italia moderna e si augura lo stesso grado di integrazione per la sua famiglia e per la comunità ebraica nel suo complesso. Si vede contemporaneamente ebreo e italiano e crede che non sarà costretto a scegliere. Sembra un atteggiamento ammirevole. È un uomo che accetta di buon grado la responsabilità sociale ed è presidente del comitato che si occupa del cimitero ebraico locale. Ma non va dimenticato che partecipare pienamente alla vita pubblica italiana degli anni Trenta implica l'ingresso nel Partito Fascista. Nel '33 il padre di B è orgoglioso del fatto che il novanta percento degli ebrei di Ferrara siano tesserati fascisti e lo manda in bestia che il padre di Micol, Ermanno Finzi-Contini, si rifiuti di entrare nel partito. Quando, per risparmiare a quest'uomo ricco e appartato ogni eventuale noia burocratica, gli viene preparata e portata fino a casa la tessera del partito, il professore (perché Ermanno Finzi-Contini è un uomo di cultura, pur non avendo alcuna collocazione all'interno dell'università) la rimanda indietro. Nel lettore sarà forte la tentazione di parteggiare per il professore e la sua presa di posizione, soprattutto perché, in ogni altra occasione, Ermanno si dimostra cortese e gentile. Se non fosse che la sua reazione non è dettata da un convinto sentimento antifascista ma, piuttosto, dall'istinto a isolare se stesso e la propria famiglia, non solo dalla società italiana, ma persino dalla comunità ebraica.

Tim Parks, L'allarmante modernità dei Finzi Contini