Fondamentale, in tale processo, è arrivare a un cambiamento nella postura usuale. Occorre cioè decidere fermamente di consentirsi di provare il disagio che l'attivazione emotiva porta con sé. Occorre resistere ai tentativi di fuga che il sistema corpo-mente cercherà di proporre (come ha sempre fatto) pur di non stare in quel disagio. Occorre stare con quello che c'è, stare nel presente, senza aggiungere preoccupazioni per il futuro né rimpianti per il passato. Quello che c'è in quel momento basta e avanza!
Bisogna giungere al punto di accettarne il carattere inesorabile. Ed è solo concedendosi di immergersi fino in fondo senza scappare, in avanti o indietro, che si può accettare come ineluttabile quanto accade.
Il termine "ineluttabile" mi trasmette un senso di pace, mi fa sentire che è inutile lottare, cioè sforzarmi a resistere contro qualcosa che sta succedendo, che non serve a niente cercare di scappare per evitarlo. Per quanto doloroso possa essere, io sto in sua presenza, mi lascio trafiggere da quel dolore. E rinnovo la mia decisione di starci ogni volta che noto un tentativo di fuga, fino a quando…. inizio a comprenderne il senso.
Il termine "ineluttabile" mi trasmette un senso di pace, mi fa sentire che è inutile lottare, cioè sforzarmi a resistere contro qualcosa che sta succedendo, che non serve a niente cercare di scappare per evitarlo. Per quanto doloroso possa essere, io sto in sua presenza, mi lascio trafiggere da quel dolore. E rinnovo la mia decisione di starci ogni volta che noto un tentativo di fuga, fino a quando…. inizio a comprenderne il senso.
Mara Valenti, Yoga metaforico