«Esiste un sentiero di mezzo che possiamo seguire ogni giorno per evitare la sofferenza.»
Per un momento fissammo KK tutti leggermente confusi, poi il monaco iniziò a farci delle domande.
«Fa bene continuare a bere senza mai fermarsi?» ci chiese.
lo corrugai la fronte. «Direi di no..»
KK annui. «Esatto, non fa bene. E se ti chiedessi se farebbe bene non bere mai?»
«Direi di no anche in questo caso."
«Già. Neanche questo fa bene.» A quel punto le labbra di KK si tesero in un sorriso. «Vedete, gli estremi portano sempre e solo sofferenza. Potrei fare mille esempi. Fa bene allenarsi ogni secondo della propria vita? Ovviamente no. Ma non allenarsi mai è meglio? Certo che no. Fa bene lavorare senza pause, vivere sempre in funzione degli impegni, delle responsabilità, delle aspettative degli altri? Sappiamo tutti che la risposta è no. Ma una vita senza alcuna direzione, senza disciplina, senza costanza è più felice? In ogni aspetto dell'esistenza, se ci fermiamo a osservare con onestà, scopriamo la stessa verità: gli estremi portano squilibrio. È lì, nello spazio fra un "troppo" e un "niente", che esiste qualcosa di diverso. Un punto che non è fisso, che non è uguale per tutti, ma cambia con noi, con le fasi della vita, con ciò che stiamo attraversando. Quel punto è ciò che possiamo chiamare equilibrio o, come piace di più a me, armonia.»
«Fa bene continuare a bere senza mai fermarsi?» ci chiese.
lo corrugai la fronte. «Direi di no..»
KK annui. «Esatto, non fa bene. E se ti chiedessi se farebbe bene non bere mai?»
«Direi di no anche in questo caso."
«Già. Neanche questo fa bene.» A quel punto le labbra di KK si tesero in un sorriso. «Vedete, gli estremi portano sempre e solo sofferenza. Potrei fare mille esempi. Fa bene allenarsi ogni secondo della propria vita? Ovviamente no. Ma non allenarsi mai è meglio? Certo che no. Fa bene lavorare senza pause, vivere sempre in funzione degli impegni, delle responsabilità, delle aspettative degli altri? Sappiamo tutti che la risposta è no. Ma una vita senza alcuna direzione, senza disciplina, senza costanza è più felice? In ogni aspetto dell'esistenza, se ci fermiamo a osservare con onestà, scopriamo la stessa verità: gli estremi portano squilibrio. È lì, nello spazio fra un "troppo" e un "niente", che esiste qualcosa di diverso. Un punto che non è fisso, che non è uguale per tutti, ma cambia con noi, con le fasi della vita, con ciò che stiamo attraversando. Quel punto è ciò che possiamo chiamare equilibrio o, come piace di più a me, armonia.»
Rimasi in silenzio mentre quella parola si posava, potente, dentro di me.
Ripensai a tutte le mie giornate e all'improvviso mi resi conto che la mia era una vita piena di cose da fare, di doveri, di ruoli, di responsabilità, quasi interamente proiettata verso il mondo esterno.
Ogni giorno era scandito da ciò che dovevo fare per gli altri, da ciò che ci si aspettava da me e dal tentativo costante di non deludere nessuno.
Stavo vivendo, come avrebbe detto KK, in
uno dei due estremi.
Naturalmente, anche l'opposto sarebbe stato sbagliato: ovvero smettere di dedicarmi agli altri, ignorare le relazioni, i doveri e credere che pensare solo al mio mondo interiore potesse essere il modo di trovare la pace.
Il segreto era nel mezzo, nel punto di equilibrio fra i due mondi, che mi avrebbe permesso di vivere in armonia con me stesso e con la vita, la quale, come era ovvio, a volte avrebbe comunque continuato a crearmi sofferenza.
Ma il fatto che ci capiti di perdere l'equilibrio che abbiamo a fatica costruito non deve rappresentare un problema.
Ripensai a tutte le mie giornate e all'improvviso mi resi conto che la mia era una vita piena di cose da fare, di doveri, di ruoli, di responsabilità, quasi interamente proiettata verso il mondo esterno.
Ogni giorno era scandito da ciò che dovevo fare per gli altri, da ciò che ci si aspettava da me e dal tentativo costante di non deludere nessuno.
Stavo vivendo, come avrebbe detto KK, in
uno dei due estremi.
Naturalmente, anche l'opposto sarebbe stato sbagliato: ovvero smettere di dedicarmi agli altri, ignorare le relazioni, i doveri e credere che pensare solo al mio mondo interiore potesse essere il modo di trovare la pace.
Il segreto era nel mezzo, nel punto di equilibrio fra i due mondi, che mi avrebbe permesso di vivere in armonia con me stesso e con la vita, la quale, come era ovvio, a volte avrebbe comunque continuato a crearmi sofferenza.
Ma il fatto che ci capiti di perdere l'equilibrio che abbiamo a fatica costruito non deve rappresentare un problema.
Ricccardo Bertelli, Tutto inizia quando smetti di aspettare