domenica 21 giugno 2026

Desiderio di pianto

Così disse [Priamo], e suscitò nell'altro [Achille] il desiderio di pianto
per suo padre. Prese la mano del vecchio e la scostò dolcemente:
entrambi ricordavano, l'uno Ettore sterminatore, e piangeva fitto, rannicchiato ai piedi di Achille;
Achille piangeva quando suo padre e quando Patroclo...

OMERO, Iliade, 24.507-II.

Libertà

Anche la libertà era un valore politico, ma che
assumeva significato solo in contrapposizione al suo contrario, la schiavitú. Da Omero in poi, le comunità soppesavano la loro libertà rispetto a nemici che potevano sempre ridurle in schiavitú.
Entro una comunità, poi, la libertà divenne un valore delle costituzioni politiche: le alternative erano denunciate come forme di «schiavitú». Soprattutto, la libertà era lo status privilegiato di taluni individui, diversi in questo dagli schiavi, che potevano essere venduti o comprati. Ma, a prescindere dalla schiavitú, in che cosa consisteva la libertà di un individuo? Era forse una libertà di parola o di religione, la libertà di poter adorare ciascuno il dio che si preferiva? O era magari la libertà di vivere come si voleva, oppure la semplice libertà da interferenze esterne? E quando questa «libertà» diventava semplice e spregevole «scostumatezza»? Di tutto questo si parlava al tempo di Adriano, che fu salutato dai Greci come un liberatore e come un dio.

Robin Lane Fox, Il mondo classico

Autonomia

«Autonomia» è una parola inventata dagli antichi Greci, ma per loro andava inserita in un preciso contesto politico: indicava l'autogoverno di una comunità e un certo grado di libertà dinanzi a un potere esterno che era abbastanza forte da metterla in pericolo.

Robin Lane Fox, Il mondo classico

mercoledì 17 giugno 2026

Esprimere sentimenti

Esprimere i propri sentimenti è facile e al tempo stesso sorprendentemente difficile. E lo è soprattutto quando abbiamo di fronte le persone a cui più teniamo. Gli camminavo accanto e riflettevo su queste cose. Ma una volta che si è trovato il coraggio, ci si avvicina ancora di più.

Satoshi Yagisawa, Una serata tra amici a Jinbocho 

Insieme a leggere in silenzio

"Ehm, Tomo-chan...?" chiamai.
"Sì?"
"Che fai?"
"Come che faccio? Leggo, no?" rispose come se niente fosse.
"Sì, appunto, perché ti sei messa a farlo proprio adesso?"
"Mi è venuta una voglia improvvisa di leggere."
Teneva gli occhi fissi sul libro. Era forse il suo modo di sottrarsi alla realtà? Magari in risposta alla confessione di Ta-kano?
Quando lui mi si accostò alle spalle, Tomo-chan si avvicinò ancora di più il libro al volto. Io e lui ci guardammo, indecisi sul da farsi.
Poi Takano andò a sedersi accanto a lei - non so che cosa gli fosse venuto in mente, non me lo disse -, in silenzio prese un tascabile e cominciò a leggere anche lui.
Per un attimo Tomo-chan alzò gli occhi e lo fissò, poi tornò al suo libro.
"Ma... che... mi fate un po' paura," mormorai alle loro spalle.
Nessuno dei due mi rispose. Quando già cominciavo a chiedermi cos' avrei fatto se fossero andati avanti per tutta la notte, Takano disse: "Sai, Aihara. Lo non sono granché bravo con le parole, ma se volessimo passare del tempo insieme così, a leggere in silenzio, credo che me la caverei. In caso di necessità puoi sempre chiamarmi. E io correrò da te"

Satoshi Yagisawa, Una serata tra amici a Jinbocho

lunedì 15 giugno 2026

Persona che cerca la solitudine

“Mi è sembrata una persona abituata alla solitudine. Anzi, per essere più precisi, una persona che cerca la solitudine, che sta più volentieri per conto suo.
"Dici? È un'impressione che non mi ha mai dato."
L'affermazione di Wada fu una tale sorpresa che non riuscii a comprenderla fino in fondo. Avevo sempre pensato a Tomo-chan come a una ragazza solare e benvoluta da tutti.
"È come se fosse consapevole di ciò che le occorre per difendersi. Non so spiegarlo, ma è un tratto caratteriale che ho anch'io, quindi riesco a percepirlo.”

Satoshi Yagisawa, Una sera tra amici a Jinbocho 

martedì 9 giugno 2026

Tempo che scorre

In passato avevo trascorso lunghe serate così. Senza immaginare che il tempo potesse trascorrere tanto velocemente. Non ero più la stessa di allora. Quella Takako non c'era più, era altrove. Non sarei tornata indietro. E il pensiero suscitò in me una profonda malinconia.

Satoshi Yagisawa, Una sera tra amici a Jinbocho

lunedì 8 giugno 2026

Ci ho certo veduta

- Io vi ho certo veduta, un'altra volta; non so più dove, non so più quando, ma vi ho certo veduta — diceva Andrea Sperelli alla duchessa, ritto in piedi 
d'innanzi a lei. — Su per le scale, mentre vi guardavo salire, nel fondo della mia memoria si risvegliava un ricordo indistinto, qualche cosa che prendeva forma seguendo il ritmo di quel vostro salire, come un'imagine nascente da un'aria di musica... Non son giunto ad aver limpido il ricordo; ma, quando vi siete voltata, ho sentito che il vostro profilo aveva una non dubbia rispondenza con quella imagine. Non poteva essere una divinazione; era dunque un oscuro fenomeno della memoria. Io vi ho certo veduta, un'altra volta. Chi sa!

Gabriele D’Annunzio, Il Piacere

domenica 7 giugno 2026

Habere, non haberi

Il padre gli aveva dato, tra le altre, questa massima fondamentale: « Bisogna fare la propria vita, come si fa un'opera d'arte. Bisogna che la vita d'un uomo d'intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui.»
Anche, il padre ammoniva: «Bisogna conservare ad ogni costo intiera la libertà, fin nell'ebrezza. La regola dell'uomo d'intelletto, eccola: - Habere, non haberi».

Gabriele D’Annunzio, Il piacere 


Luce della democrazia

Era la vecchia Repubblica in azione: ognuno votava nella centuria che gli era stata assegnata come nei tempi antichi i soldati eleggevano il loro comandante. E ora che quel rituale non ha più alcun significato, mi è difficile spiegare quanto quello spettacolo fosse emozionante anche per me, uno schiavo che in quanto tale non godeva di privilegi. In esso si racchiudeva qualcosa di meraviglioso, l'impulso dello spirito umano, la scintilla che aveva preso vita mezzo millennio prima in quella razza indomabile che viveva tra le dure pietre e le molli paludi dei Sette Colli, l'impulso verso la luce della dignità e della democrazia, lontano dalle tenebre dell'animalesca sottomissione. È questo ciò che abbiamo perduto. Non che quella fosse, intendiamoci, una democrazia pura, aristotelica.

Robert Harris, Imperium

Si muovono in gregge

In politica poche sensazioni sono così persistenti come l'idea che qualcosa sia inevitabile, perché gli esseri umani si muovono in gregge e correranno sempre come pecore a sostegno del vincitore.

Robert Harris, Imperium

venerdì 5 giugno 2026

Democrazia perduta

Era la vecchia Repubblica in azione: ognuno votava nella centuria che gli era stata assegnata come nei tempi antichi i soldati eleggevano il loro comandante. E ora che quel rituale non ha più alcun significato, mi è difficile spiegare quanto quello spettacolo fosse emozionante anche per me, uno schiavo che in quanto tale non godeva di privilegi. In esso si racchiudeva qualcosa di meraviglioso, l'impulso dello spirito umano, la scintilla che aveva preso vita mezzo millennio prima in quella razza indomabile che viveva tra le dure pietre e le molli paludi dei Sette Colli, l'impulso verso la luce della dignità e della democrazia, lontano dalle tenebre dell'anima-lesca sottomissione. È questo ciò che abbiamo perduto. Non che quella fosse, intendiamoci, una democrazia pura, aristotelica.

Robert Harris, Imperium


giovedì 28 maggio 2026

Carpe diem

Ogni uomo contrae un debito con la morte e non c'è uno dei mortali che conosca il giorno che viene se sarà ancor vivo; è nascosto il passo che muove il destino e non lo si impara o si afferra con arte.

Euripide, Alcesti

mercoledì 27 maggio 2026

Austero

Il nonno era sempre stato un uomo rigido. Taciturno, poco incline alle battute, con la fronte perennemente corruga-ta. Traeva un certo godimento estetico dal suo stile di vita così austero.

Satoshi Yagisawa, Una sera tra amici a Jinbocho

lunedì 25 maggio 2026

Viaggiamo leggeri

Mi ci ero affezionata, ma è giusto così: come insegna Antonio, mai attaccarsi troppo agli oggetti. Viaggiamo leggeri

Lorenza Gentile, Tutto il bello che ci aspetta 

venerdì 22 maggio 2026

Nel silenzio del mio giardino

La città non mi manca, non era la mia dimensione. Ho capito di aver bisogno della sicurezza della famiglia intorno, e intendo la famiglia che mi sono scelta. Ormai non uso nemmeno più il mio nome di battesimo: Simona. Voglio essere solo Kamala. Mi piace uscire di casa e trovarmi nel silenzio del mio giardino, sentire l'effetto della pioggia sulla natura intorno, veder cambiare le stagioni.

Lorenza Gentile, Tutto il bello che ci aspetta

mercoledì 20 maggio 2026

Angolo di mondo

Dalla portafinestra aperta entrano il caldo e l’odore del giardino. Un angolo di mondo può diventare il centro del mondo, se uno vuole

Lorenza Gentile, Tutto il bello che ci aspetta

giovedì 14 maggio 2026

Superare il dominio del pensiero

Cara Selene,
ecco per te Saraswati, la dea della conoscenza e delle arti. Mi è dispiaciuto sapere che hai smesso di disegnare. Contempla questa immagine quando ti senti vuota come mi descrivi, lascia che la sua energia fluisca in te, che ti porti ispirazione. Dobbiamo superare il dominio del pensiero e della logica per ritrovare l'intimità magica che ci lega al mondo. Altrimenti resteremo sempre al di qua della conoscenza.
Tuo 
papà

Lorenza Gentile, Tutto il bello che ci aspetta 

martedì 12 maggio 2026

Come un quadro di Chagal

"Ricominciare... A me basterebbe non fallire anche questa volta.”
"Oh, guarda me. Una relazione di dieci anni finita nel nulla perché lui ha trovato qualcosa di più interessante altrove. Per seguirlo avevo abbandonato tutto e ora mi trovo con una casa piena di ricordi e la voglia di fuggire, senza sapere bene dove. Vivo una solitudine che a volte... Ma sono qui.
Sorridi, Antonio, mi dico, non si sa mai chi può innamorarsi del tuo sorriso, passando.
Vorrei rispondere "sicuramente in moltissimi", invece dico: "Bisogna sperare nell'impossibile anche se si è disperati. Giusto?".
"Vedo che hai letto Rodari," sorride. "Se vuoi altri libri ti basta chiedere. Quelli non li vendo."
"Oh, grazie, per ora Rodari va benissimo... E mi è venuta voglia di rileggere le cartoline che mi ha mandato mio padre negli anni, dall'India. Lì per lì non le avevo capite davvero, ma adesso è come se finalmente avessero acquistato un senso."
Antonio sorride, intuisce che è una storia lunga.
"In ogni caso," dico per tornare al punto, "ammetto che, ai miei occhi, essere stati amati per dieci anni è già un miracolo.”
"Davvero? Allora mettiamola così: adesso voglio fare spazio, in attesa del prossimo miracolo. Voglio sentirmi leggero come... un falco, una nuvola, un aquilone!"
Mi viene da sorridere nell'immaginarlo volare con un filo appeso a una delle sue friulane. "Come in un quadro di Chagall...

Lorenza Gentile, Tutto il bello deve ancora venire 

Oggi

Cara Selene,
nella città di Haridwar i devoti si immergono nel Gange al tramonto, circondati dai fuochi accesi: si chiama Ganga Aarati e serve a liberarsi dal dominio della mente.
Uno dei più grandi problemi della mente sono le sue proiezioni. Sapevi che in hindi ieri e domani si dicono allo stesso modo? Si usa la parola "kal", che letteralmente significa a un giorno da oggi". Semplicemente, ieri e domani non sono oggi.
Dunque, non esistono.
Ricordatelo, se riesci.
Tuo
papà

Lorenza Gentile, Tutto il bello che ci aspetta