Mahatma Gandhi
Francesco
... perché la lettura è un'immortalità all'indietro. (Umberto Eco)
venerdì 1 maggio 2026
Senza aspettare quello giusto
"Non sono l'unica a volerti così bene, non avevo dubbi," commento prendendo in mano i disegni e le istantanee che mi passa via via.
"Ma ce n'è uno che non si è sentito amato." Flora si è fatta scura in volto. "Io vorrei fare qualcosa. Qualcosa per lui, Non posso andarmene così."
"Andartene? Andartene dove?"
Lei si stringe nelle sue morbide spalle a gruccia. "Non siamo eterni, sai? Alla mia età cominci a pensarci. Bisogna approfittare di ogni momento. Senza aspettare quello giusto, tanto non c'è."
"Ma ce n'è uno che non si è sentito amato." Flora si è fatta scura in volto. "Io vorrei fare qualcosa. Qualcosa per lui, Non posso andarmene così."
"Andartene? Andartene dove?"
Lei si stringe nelle sue morbide spalle a gruccia. "Non siamo eterni, sai? Alla mia età cominci a pensarci. Bisogna approfittare di ogni momento. Senza aspettare quello giusto, tanto non c'è."
Lorenza Gentile, Tutto il bello che ci aspetta
giovedì 30 aprile 2026
Dove crescono i fiori
Abbiamo messo il cuore in questo luogo, e qui lo lasciamo. Ma la vita. non ci arrendiamo e continuiamo a praticare, ovunque ci porti.
Vicino a una persona che prega, i fori crescono più rapidamente. Trovate il vostro prato.
Vicino a una persona che prega, i fori crescono più rapidamente. Trovate il vostro prato.
Lorenza Gentile, Tutto il bello che ci aspetta
domenica 26 aprile 2026
Tempo
…c'è l'alimentari dove ci fermavamo a fare provviste prima delle giornate in spiaggia. Come si chiama? Questo non me lo ricordo, ma c'è, o almeno c'era fino a quindici anni fa. Ne è passato di tempo, ma che cos'è in fondo il tempo?
Lorenza Gentile, Tutto il bello che ci aspetta
venerdì 24 aprile 2026
Potevo diventare vecchio
Sei salito in pochi passi fino al colle. Quando la tua sagoma è arrivata a stagliarsi contro il cielo, al colmo, ti sei voltato, hai levato il berretto da rapper e l'hai sventolato verso di me. Eri troppo lontano perché potessi vederti in faccia, ma so che sorridevi.
Poi mi hai dato le spalle, ti sei calcato di nuovo il berretto in testa e in pochi passi sei scomparso dietro il ciglio grigio della montagna.
Ti ho chiamato - Aspettami! - ma non hai risposto. Non mi sentivi più.
Finalmente potevo diventare vecchio.
Poi mi hai dato le spalle, ti sei calcato di nuovo il berretto in testa e in pochi passi sei scomparso dietro il ciglio grigio della montagna.
Ti ho chiamato - Aspettami! - ma non hai risposto. Non mi sentivi più.
Finalmente potevo diventare vecchio.
Michele Serra, Gli sdraiati
giovedì 23 aprile 2026
Stattene buono e respira
Dopo tre mesi, che già iniziavo a capirci qualcosa ma ancora non mi tenevo in piedi, mi trasportarono fino al fiume, mi adagiarono sul fondo di una canoa fatta di corteccia di betulla e mi Lasciarono andare nella corrente Il fatto e che se gli spiriti maligni la tanno lunga, e non danno l'impressione di tornare tranquilli, allora è meglio ricorrere a qualcosa di forte: in pratica ti spediscono in mezzo alle rapide, e lì si capisce se il tuo destino è vivere o morire. Decide il fiume, che i Pajute considerano un padre. Comunque ci tengono, ai loro malati, la canoa è fatta alla perfezione e il tratto del fiume è impervio ma non impossibile. Diciamo che come scommessa è equilibrata.
Io me ne stetti lì sdraiato, con le nuvole negli occhi e il rumore dell'acqua che mi frullava nelle orecchie. Non mi venne in mente neppure per un attimo di alzarmi e guardare. Non sapevo cosa avrei fatto se la canoa si fosse rovesciata, non sapevo nemmeno se avrei avuto la forza di nuotare e di lottare in qualche modo. Ma non era lo spirito della cosa. Eri tra le braccia del fiume, come in quelle del destino. Stattene buono, e respira, mi dissi.
Io me ne stetti lì sdraiato, con le nuvole negli occhi e il rumore dell'acqua che mi frullava nelle orecchie. Non mi venne in mente neppure per un attimo di alzarmi e guardare. Non sapevo cosa avrei fatto se la canoa si fosse rovesciata, non sapevo nemmeno se avrei avuto la forza di nuotare e di lottare in qualche modo. Ma non era lo spirito della cosa. Eri tra le braccia del fiume, come in quelle del destino. Stattene buono, e respira, mi dissi.
Alessandro Baricco, Abel
Lasciarti malato
Sai chi ci sa veramente fare, con la medicina?, mi aveva detto una volta. Gli uomini delle tribù.
Loro non pensano che le malattie siano un guaio da risolvere, ma sono piuttosto propensi a considerarle una variante fastidiosa dell'essere vivi, un modo che ha il corpo di esprimersi. Per questo occupano molto tempo a lasciarti malato, perché gli spiriti maligni che abitano in te facciano tutto con comodo, non si incazzino, e si spieghino per bene. Un proiettile in un polmone non è esattamente una malattia, ma alla fine la logica è la stessa. Se ti affidi a loro l'ultima cosa che devi fare è mettergli fretta.
Loro non pensano che le malattie siano un guaio da risolvere, ma sono piuttosto propensi a considerarle una variante fastidiosa dell'essere vivi, un modo che ha il corpo di esprimersi. Per questo occupano molto tempo a lasciarti malato, perché gli spiriti maligni che abitano in te facciano tutto con comodo, non si incazzino, e si spieghino per bene. Un proiettile in un polmone non è esattamente una malattia, ma alla fine la logica è la stessa. Se ti affidi a loro l'ultima cosa che devi fare è mettergli fretta.
Alessandro Baricco, Abel
Voltarsi a vedere la casa in cui ero nato
Ricorderò per sempre cosa fu voltarsi, già sulla collina, e vedere la casa in cui ero nato, in una distanza che le dava l'incanto delle cose perse. Non c'era asse né chiodo che non amassi, laggiù, e insieme formavano qualcosa che era stato il nostro perdurare al riparo sotto l'assedio dell'Infinito. Sarebbero bastate poche settimane e la natura si sarebbe ripresa tutto, inghiottendo quanto era stato soglia, confine, limite. Adesso mi sembrava un piano senza senso quello di creare un avamposto di razionalità dove tutto funzionava da millenni per l'istinto delle creature, l'intelligenza degli alberi, la logica dell'acqua, le leggi della luce. Cosa ci eravamo immaginati di aggiungere, o di correggere, portando quella capacità di inanellare pensieri che tanto affascinava Aristotele e su cui ancora Cartesio era disposto a giocarsi le palle? Stiamo semplicemente cercando un modo di fare denaro, avrebbe detto mio padre. Può darsi. Ma ora che vedevo, struggenti, quelle tre piccole costruzioni appoggiate alla curva del fiume, mi venne da pensare che anche cercavamo di creare al di là del creato, e con una forza da animale minuscolo che però moltissimo poteva, capace per magia di costringere l’acqua, piegare il volere degli animali, decidere della vita e della morte. Avevamo un piano, e non era peggiore di quello della foresta. Avevamo una volontà ed era più furba di quella che muoveva gli insetti o gli stormi in cielo. Siamo gli umani, pensai con fierezza: decidiamo noi quando arrivare e quando andarcene. Sfilai dalla custodia lo Sharps che era stato di mio padre e che avevo preso per me. Puntai la canna al cielo e sparai. Il colpo riecheggiò lontano, era un messaggio e arrivò.
Alessandro Baricco, Abel
mercoledì 22 aprile 2026
Non possedere niente
Hanno una perversione per la proprietà, una malattia mentale piuttosto diffusa nell’Ovest.
Non possedere niente e nessuno, per come la vedo io. Tutto il resto porta male.
Alessandro Baricco, Abel
lunedì 20 aprile 2026
Siamo una mano che scrive
Il nostro libro sacro, disse la bruja. Corre fino all'orizzonte, e ancora corre al di là. Mondi fa, i nostri padri hanno imparato a leggerlo, e da allora noi sappiamo cosa dice. Loro lasciarono detto che sarebbe stato un errore prenderlo come una legge, perché non ci sono leggi, o come un verdetto, perché non ci sono verdetti.
Dissero che era piuttosto un canto. Aggiunsero che non aveva scopo se non risuonare, e in alcune memorie più antiche e impenetrabili lasciarono l'insegnamento ulti-mo, secondo il quale il testo non è finito, e a scriverlo, ogni giorno e ogni notte, sono i passi degli uomini. Per questo noi passiamo sulla Terra leggeri, nomadi, quasi invisibili. Siamo una mano che scrive. Segni, sulla Ter-
ra. Di un'unica mano.
ra. Di un'unica mano.
Alessandro Baricco, Abel
Un grande respiro
tutto, si incapricciò il giudice Macauley. Non gli andava giù che un villaggio potesse sparire in quel modo.
Lui era famoso per la sua clemenza. Era ormai vecchio, ma non aveva l'aria di essersene accorto.
Lui era famoso per la sua clemenza. Era ormai vecchio, ma non aveva l'aria di essersene accorto.
Mi chiese di accompagnarlo, io lo accompagnai. Voleva andare a parlare con una bruja che avevano visto girare per le colline, quelle a nord del villaggio. Io allora ero vicesceriffo a Sant'Obispo. Era il tempo in cui ancora gli anni passavano lineari, tra un prima e un dopo.
Il Giudice era molto vecchio, la bruja giovane, con una lunga cicatrice tra i seni. I capelli lucidi, raccolti con un nastro di pelle umana.
Il vecchio si sedette davanti a lei e parlarono. Usavano una lingua mista che tutti conoscevamo.
Lui le chiese se un villaggio poteva sparire nel nulla.
Il nulla non esiste, lei rispose.
E cosa esiste allora?
Un grande respiro, questo istante.
Il Giudice era molto vecchio, la bruja giovane, con una lunga cicatrice tra i seni. I capelli lucidi, raccolti con un nastro di pelle umana.
Il vecchio si sedette davanti a lei e parlarono. Usavano una lingua mista che tutti conoscevamo.
Lui le chiese se un villaggio poteva sparire nel nulla.
Il nulla non esiste, lei rispose.
E cosa esiste allora?
Un grande respiro, questo istante.
Alessandro Baricco, Abel
sabato 18 aprile 2026
«altro è da veder»; «Attendi ad altro»
Un richiamo secco e sintetico, com'è nello stile del Virgilio dantesco; ma contiene una questione importante: il tempo concesso - a Dante per il suo viaggio come alla vita di ciascuno - non è molto, e va usato bene. Non bisogna indugiare sul male, proprio e del mondo, ma rivolgere al più presto lo sguardo altrove:
«altro è da veder»; «Attendi ad altro».
Si tratta di un punto decisivo della concezione cattolica: l'affermazione del bene sopra ogni cosa. Per cui per esempio nelle raffigurazioni del Giudizio universale - come nel battistero fiorentino di San Giovanni - solitamente la parte dedicata ai dannati e all'inferno occupa una porzione minima rispetto alla gloria dei beati. La misericordia prevale, questo è il sentimento del cristiano, come diceva con espressione meravigliosa un sacerdote a me carissimo: "Perché perdere tempo a guardare il proprio male? Esso va preso, come una manciata di sab-bia, e buttato nel mare della misericordia"
Un richiamo prezioso, perché la tentazione di tenere gli occhi fissi sul male è presente nella vita umana in mille forme. Pensiamo - solo per fare qualche accenno - al fascino morboso che tante volte hanno i fatti di cronaca cruenti o i libri e soprattutto i film dell'orrore; oppure alla facilità con cui, nella vita quotidiana, si ritorna di continuo o sui propri errori, affliggendosi inu-tilmente, o sulle colpe degli altri - il marito o la moglie, il capo, i politici...
Pensiamo poi a un certo modo di fare informazione, per cui si sbandiera e si sottolinea tutto quello che va male, quasi compiacendosi di trovare conferma a un pregiudizio pessimista. O ancora pensiamo all'insistenza di un certo modo di educare - anche a volte nella Chiesa, ahimè... - sulle colpe e sulle mancanze, come se dall'accanimento sull'errore potesse venire un cambiamento della persona; il cambiamento invece, la crescita della persona, non viene dall'insistenza sul male, ma solo dallo sguardo su «altro», su una possibilità diversa, sul bene.
«altro è da veder»; «Attendi ad altro».
Si tratta di un punto decisivo della concezione cattolica: l'affermazione del bene sopra ogni cosa. Per cui per esempio nelle raffigurazioni del Giudizio universale - come nel battistero fiorentino di San Giovanni - solitamente la parte dedicata ai dannati e all'inferno occupa una porzione minima rispetto alla gloria dei beati. La misericordia prevale, questo è il sentimento del cristiano, come diceva con espressione meravigliosa un sacerdote a me carissimo: "Perché perdere tempo a guardare il proprio male? Esso va preso, come una manciata di sab-bia, e buttato nel mare della misericordia"
Un richiamo prezioso, perché la tentazione di tenere gli occhi fissi sul male è presente nella vita umana in mille forme. Pensiamo - solo per fare qualche accenno - al fascino morboso che tante volte hanno i fatti di cronaca cruenti o i libri e soprattutto i film dell'orrore; oppure alla facilità con cui, nella vita quotidiana, si ritorna di continuo o sui propri errori, affliggendosi inu-tilmente, o sulle colpe degli altri - il marito o la moglie, il capo, i politici...
Pensiamo poi a un certo modo di fare informazione, per cui si sbandiera e si sottolinea tutto quello che va male, quasi compiacendosi di trovare conferma a un pregiudizio pessimista. O ancora pensiamo all'insistenza di un certo modo di educare - anche a volte nella Chiesa, ahimè... - sulle colpe e sulle mancanze, come se dall'accanimento sull'errore potesse venire un cambiamento della persona; il cambiamento invece, la crescita della persona, non viene dall'insistenza sul male, ma solo dallo sguardo su «altro», su una possibilità diversa, sul bene.
Commento Franco Nembrini a Canto XXIX dell’inferno di Dante
Non indugiare sul male
Allor disse 'l maestro: «Non si franga lo tuo pensier da qui innanzi sovr' ello.
Attendi ad altro, ed ei là si rimanga...».
Attendi ad altro, ed ei là si rimanga...».
Dante, Inferno, canto XXIX
venerdì 17 aprile 2026
Camminare è guarigione
Quando ti vedo così pallido, penso che ti farebbe molto bene venire con me al Colle della Nasca. So che non ti piace camminare, ma guarda che è solo un pregiudizio. Camminare è una guarigione. Un'esperienza di salvezza. Mi devi credere.
Michele Serra, Gli sdraiati
Consumista perfetto
Tu sei il consumista perfetto. Il sogno di ogni gerarca o funzionario della presente dittatura, che per tenere in piedi le sue mura deliranti ha bisogno che ognuno bruci più di quanto lo scalda, mangi più di quanto lo nutre, illumini più di quanto può vedere, fumi più di quanto può fumare, compri più di quanto lo soddisfa.
Michele Serra, Gli sdraiati
martedì 31 marzo 2026
Portare lontano
Li guardavamo. Mi colpiva come nessuno avesse una reale motivazione per aver attraversato l'indicibile - non si capiva come diavolo fossero arrivati fin lì. Non si poteva nemmeno dire che si fossero persi. Erano andati avanti inanellando una serie impressionante di mete parziali, frutto di progetti insignificanti, non di rado codardi.
Ecco tutto. Così imparai che la sovrapposizione nel tempo di trascurabili decisioni venate di viltà può portare lontano, e perfino a una forma di poetico eroismo. L'epopea delle teste di cazzo.
Alessandro Baricco, Abel
lunedì 30 marzo 2026
Leggerezza della lettura
Alla fine le sembrò che avrebbe fatto bene a prendere un libro; in passato, quando si sentiva oppressa, era stata capace, con l'aiuto di un volume ben scelto, di trasferire la sede della sua coscienza all'organo del ragionamento puro.
Henry James, Ritratto di signora
lunedì 16 marzo 2026
Gioie della contemplazione
In quella occasione si era trattenuto più del solito in Inghilterra ed era stato colto dalla cattiva stagione prima di poter giungere ad Algeri. Vi giunse più morto che vivo, e giacque là parecchie settimane tra la vita e la morte. Il suo miglioramento fu un miracolo, ma il primo uso che ne fece fu di convincersi che miracoli simili capitano una volta sola. Disse a se stesso che la sua ora già spuntava e che gli conveniva tenerla d'occhio, ma che tuttavia gli era ancora permesso di occupare l'intervallo tanto piacevolmente quanto poteva concederglielo un così fastidioso pensiero. Con la prospettiva di perderle, il semplice uso delle sue facoltà divenne un piacere squisito: gli parve di non aver mai scandagliato le gioie della contemplazione.
Henry James, Ritratto di signora
lunedì 9 marzo 2026
Tutto questo passerà
Il muratore ha avuto anche delle noie. Parlava con dei contadini, e cercava di spiegare le teorie di Darwin, che l'uomo deriva dalla scimmia. lo già non sono darwinista, - e don Cosimino sorrideva arguto, - ma non ci vedo nulla di male, se qualcuno ci crede. Don Luigi lo è venuto a sapere, naturalmente. E ha fatto una scenata terribile. L'avesse sentito gridare! Ha detto al muratore che le teorie di Darwin sono contro la religione cattolica, che il cattolicismo e il fascismo sono una cosa sola, e che perciò parlare di Darwin è fare dell'antifascismo. E ha scritto anche a Matera, alla questura, che il muratore faceva propaganda sovversiva. Ma i contadini gli vogliono bene. E gentile e sa far di tutto -. Eravamo arrivati a casa sua. - Stia di buon umore, - mi disse. - Lei è appena arrivato, e si deve abituare. Ma tutto questo passerà.
Carlo Levi, Cristo sì è fermato a Eboli
martedì 3 marzo 2026
Pane nero
Era il pane nero di qui, fatto di grano duro, in grandi forme di tre o di cinque chili, che durano una settimana, cibo quasi unico del povero e del ricco; rotonde come un sole, o come una messicana pietra del tempo. Cominciai ad affettarlo, con il gesto che avevo ormai appreso, stringendolo e appoggiandolo al petto, e traendo verso di me, attento a non tagliarmi il mento, il coltello affilato.
Carlo Levi, Cristo sì è fermato a Eboli
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