Cosa c'entra questo cielo lucido
Che non è mai stato così blu
E chi se ne frega delle nuvole
Mentre qui manchi tu
Ligabue
Cosa c'entra questo cielo lucido
Che non è mai stato così blu
E chi se ne frega delle nuvole
Mentre qui manchi tu
Ligabue
Per capire un testo bisogna diventare quel testo, pensando con la stessa profondità dell'autore: «aver tanta forza d'immaginazione, e di sentimento, e tanta capacità di riflettere, da potersi porre nei panni dello scrittore, e in quel punto preciso di vista e di situazione».
Zibaldone - Leopardi
La nostra ragione non può assolutamente trovare il vero se non dubitando; ch'ella si allontana dal vero ogni volta che giudica con certezza; e che non solo il dubbio giova a scoprire il vero ..., ma il vero consiste essenzialmente nel dubbio, e chi dubita, sa, e sa il più che si possa sapere.
Leopardi - Zibaldone
.......
Talor m'assido in solitaria parte,
Sovra un rialto, al margine d'un lago
Di taciturne piante incoronato.
Ivi quando il meriggio in ciel si volve,
La sua tranquilla imago il Sol dipinge,
Ed erba o foglia non si crolla al vento,
E non onda incresparsi, e non cicala
Strider, nè batter penna augello in ramo,
Nè farfalla ronzar, nè voce o moto
Da presso né da lunge odi nè vedi.
Tien quelle rive altissima quiete;
Ond'io quasi me stesso e 'l mondo obblio
Sedendo immoto; e già mi par che sciolte
Giaccian le membra mie, nè spirto o senso
Più le commova, e lor quiete antica
Co' silenzi del loco si confonda.
.......
Leopardi - Vita Solitaria
Mr Bennet era un tale impasto di vivacità e sarcasmo, di riservatezza ed esuberanza, che ventitrè anni di vita assieme non erano bastati alla moglie per comprenderne il carattere. Il suo, invece, era meno difficile da capire. Era una donna di intelligenza mediocre, poco colta e di carattere volubile. Quando era scontenta, si immaginava di essere nervosa. Il più grande obiettivo della sua vita era di far sposare le figlie; il suo unico passatempo era coatituito dalle visite e dai pettegolezzi.
Jane Austen - Orgoglio e pregiudizio
Erano destinati a rappresentare il simbolo del male: i Borgia e il loro toro che cerca fremendo il combattimento. Da Callisto III ad Alessandro VI reciteranno in scena da grandi protagonisti. Per mezzo secolo, dal 1459 al 1503: data la prima dell'elezione di Callisto III al soglio pontiticio, e la seconda quella della morte del secondo, il nome dei Borgia significa potere; nel clima di questi avventurosi spagnoli venuti a Roma a predare il predabile. Senza badare a scandali; senza sentirsi minimamente scalfiti da accuse, anche pesanti, che li indicano colpevoli d'ogni sorta di gravi delitti. Nel nome del potere e del denaro tutto si sono concessi. Sede centrale delle loro operazioni quella Roma che bene si prestava, coi suoi scenari e la gente che la popolava, al clima della rappresentazione.
Marcello Vannucci - I Borgia
- Provi piacere ad indispettirmi. Non hai nessuna pietà dei miei poveri nervi.
- Ti sbagli, mia cara. Ho un grande rispetto per i tuoi nervi. Sono miei vecchi amici. Ne parli accoratamente da almeno vent'anni.
Jane Austen - Orgoglio e pregiudizio
Pe' fa la vita meno amara
me so comprato 'sta chitara,
e quann'er sole scende e more
me sento 'n còre cantatore.
La voce è poca ma 'ntonata,
nun serve a fà la serenata,
ma solamente a fà in magnera
de famme un sogno a prima sera.
Tanto pe' cantà,
perché me sento 'n friccico ner còre,
tanto pe' sognà,
perché ner petto me ce naschi 'n fiore.
fiore de lillà
che m'ariporti verso er primo amore,
che sospirava le canzone mie,
e m'arintontoniva de bugìe.
Canzoni belle e appassionate
che Roma mia m'ha ricordate,
cantate solo pe' dispetto,
ma co 'na smania drent'ar petto;
io nun ve canto a voce piena,
ma tutta l'anima è serena;
e quanno er cèlo se scolora
de me nessuna se 'nnamora.
Tanto pe' cantà,
perché me sento 'n friccico ner còre,
tanto pe' sognà,
perché ner petto me ce naschi 'n fiore.
fiore de lillà
che m'ariporti verso er primo amore,
che sospirava le canzone mie,
e m'arintontoniva de bugìe.