domenica 25 luglio 2021

Condizionare le emozioni

Non sono i fatti a condizionare le nostre emozioni,  le nostre emozioni su di essi.
(Epiteto)

Michele Surian, Mental training per gli sportivi 

sabato 17 luglio 2021

Supercompensazione

Alla fine di un allenamento ci si sente più stanchi che all'inizio, e c'è bisogno di un periodo di tempo per recuperare. Vi è quindi una prima fase, detta di carico, che affatica l'organismo e ne intacca le riserve energetiche e l'efficienza. A questa segue una fase di recupero, di compensazione, che ci riporta ai livelli iniziali precedenti al lavoro. Subito dopo, però, per un certo periodo di tempo, avviene un processo in cui il livello di efficienza aumenta, e questa fase è detta appunto supercompensazione. 

Michele Surian, Mental training per gli sportivi 

Omeostasi

Ogni organismo tende a mantenere l'omeostasi, e cioè l'attitudine propria degli organismi viventi a conservare le proprie caratteristiche al variare delle condizioni tramite meccanismi di autoregolazione.

Lo scopo dell'allenamento, nella fase iniziale, è intaccare l'omeostasi. In pratica si provocano degli stress a cui, successivamente, l'organismo si adatta.

Michele Surian, Mental training per gli sportivi 

sabato 26 giugno 2021

Mani non più giovani

Osservo le mie mani: sono graziose e ben curate, con le unghie rosee, gli anelli. Ma sono pur sempre le mani di una donna non più giovane.

Doris Lessing, Se gioventù sapesse

Contro la pigrizia

La vita potrebbe essere definita una continua battaglia contro la pigrizia e l'indolenza.

Doris Lessing, Se gioventù sapesse

In mostra

È una fatica essere sempre in mostra, esposta,  osservata 

Doris Lessing, Se gioventù sapesse

domenica 6 giugno 2021

Colloquio con il professore

...."sono il padre di Tizio, buongiorno", e come tutte, come tutti, mi imbarco in una vaga chiacchierata a proposito di una persona, mio figlio, che entrambi conosciamo poco e male, e il cui destino sfugge giorno dopo giorno dalle nostre mani, ovviamente, perché così è la vita.

Michele Serra, Gli sdraiati

Abitudine alla cura

Guardo i miei vasi di portulache, affacciati sul mare e schiaffeggiati dal vento e dalle gocce ormai fitte. Il più futile dei pensieri — chi curerà questa terrazza quando non ci sarò più? — è anche il più lacerante. Mia nonna, poi mio padre curarono questi vasi. La cura del mondo è un'abitudine che si eredita. A dieci anni riempivo l'annaffiatoio per mio padre, e la facilità con la quale lui maneggiava con una sola mano quei dieci litri d'acqua che io gli porgevo con fatica e impaccio mi pareva il traguardo della mia infanzia. Ora che maneggio con la stessa destrezza quei dieci litri, e sono dunque adulto, mi rendo conto che nessuno mi porge l'annaffiatoio. Una catena è spezzata — ne sono l'ultimo anello. Non c'è dubbio. Sono l'ultimo anello. 

Michele Serra, Gli sdraiati

Crollo di ordine

Ogni crollo di ordine è un inevitabile crollo di bellezza: e prima che nuova bellezza intervenga a dare ordine e respiro alla vita di tutti, possono passare molti anni o anche molte generazioni.

Michele Serra, Gli sdraiati

Le virtù che contano x i genitori

È anni dopo, è quando tuo figlio (l'angelo inetto che ti faceva sentire dio perché lo nutrivi e lo proteggevi: e ti piaceva crederti potente e buono) si trasforma in un tuo simile, in un uomo, in una donna, insomma in uno come te, è allora che amarlo richiede le virtù che contano. La pazienza, la forza d'animo, l'autorevolezza, la severità, la generosità, l'esemplarità... troppe, troppe virtù per chi nel frattempo cerca di continuare a vivere.

Michele Serra, Gli sdraiati

Amarti da piccolo

Penso a come è stato facile amarti da piccolo. A quanto è difficile continuare a farlo ora che le nostre stature sono appaiate, la tua voce somiglia alla mia e dunque reclama gli stessi toni e volumi, gli ingombri dei corpi sono gli stessi. 

Michele Serra, Gli sdraiati

Consumista perfetto

Tu sei il consumista perfetto. Il sogno di ogni gerarca o funzionario della presente dittatura, che per tenere in piedi le sue mura deliranti ha bisogno che ognuno bruci più di quanto lo scalda, mangi più di quanto lo nutre, illumini più di quanto può vedere, fumi più di quanto può fumare, compri più di quanto lo soddisfa. 

Michele Serra, Gli sdraiati

sabato 29 maggio 2021

Abitudine alla morte

Neanche un medico vecchio come me si abitua alla morte. 

La mennulara, Simonetta Agnello Hornby

Montagna, scuola di carattere

Io credo fermamente nell'insegnamento della natura, perciò sono convinto che la montagna con le sue bellezze, le sue leggi severe, costituisca oggi ancor meglio dì ieri una delle più valide scuole del carattere: perché lassù si impara soprattutto a soffrire. 

Le mie montagne, Walter Bonatti

domenica 16 maggio 2021

Mettercela tutta

«Se ce la metto tutta, non posso perdere. Forse non vincerò una medaglia d'oro, ma sicuramente vinco la mia battaglia personale. È tutto qui.» 

Ian Thorpe, pluricampione olimpico 

sabato 1 maggio 2021

La solita storia

Non si può fare un paragone tra un fiume e una strada perché le strade appartengono alla storia e i fiumi alla geografia. 
E con questo? 
La storia non la fanno gli uomini: gli uomini subiscono la storia come subiscono la geografia. 
E la storia, del resto, è in funzione della geografia. 
Gli uomini cercano di correggere la geografia bucando le montagne e deviando i fiumi e, così facendo, si illudono di dare un corso diverso alla storia, ma non modificano un bel niente, perché, un bel giorno, tutto andrà a catafascio. 
E le acque ingoieranno i ponti, e romperanno le dighe, e riempiranno le miniere; crolleranno le case e i palazzi e le catapecchie, e l'erba crescerà sulle macerie e tutto ritornerà terra. 
E i superstiti dovranno lottare a colpi di sasso con le bestie, e ricomincerà la storia. 
La solita storia. 
Poi, dopo tremila anni, scopriranno, sepolto sotto quaranta metri di fango,un rubinetto dell'acqua potabile e un tornio della Breda di Sesto San Giovanni e diranno: "Guarda che roba!" 
E si daranno da fare per organizzare le stesse stupidaggini dei lontani antenati. 
Perché gli uomini sono delle disgraziate creature condannate al progresso, il quale progresso porta irrimediabilmente a sostituire il vecchio Padreterno con le nuovissime formule chimiche. 

Giovannino Guarreschi, Don Camillo

Ironia

"Tutto bene, come mi avevate suggerito voi." 
"Bravo, don Camillo. Ma, dimmi un po', ti avevo anche suggerito di prenderlo per i piedi e buttarlo dentro nel fosso?" 
Don Camillo allargò le braccia. 
"Veramente non ricordo bene. Il fatto è che a lui non gli andava molto di vedere un prete in bicicletta da corsa e allora ho fatto in modo che non mi vedesse più." "Capisco. E' già tornato?" 
"Arriverà fra poco. Vedendolo cadere nel fosso ho pensato che ritornando su un po' bagnato si sarebbe trovato impicciato con la bicicletta, e allora ho pensato di tornare solo con tutt'e due le biciclette.

Giovannino Guarreschi, Don Camillo

Al mattino

Mia madre mi consegnava ogni mattina una cesta di pane, un sacchetto di mele o di castagne dolci, mio padre ci metteva in riga nell'aia e ci faceva dire ad alta voce il Pater Noster: poi andavamo con Dio e tornavamo al tramonto. 

Giovannino Guarreschi, Don Camillo

Teoria filosofica dell’amore

Lucchesi si chiese cosa ci stesse facendo in quel posto e a quell'ora, con un interlocutore che pareva sul punto di appisolarsi. Si sbagliava. 

«Una vera e propria teoria filosofica dell'amore», attaccò Ambrogio, «si ha soltanto con Platone: oggetto immediato dell'amore sono le cose belle che piacciono alla vista; ma la bellezza sensibile non è che ìl riflesso della bellezza intellegibile che splende nell'eterna Idea. Ora, se l'anima s'arresta al piacere sensuale, si perde nelle fallaci seduzioni dell'Afrodite pandemia o Venere volgare; se invece riconosce, al di sopra del mondo fenomenico, la suprema realtà del Bello ideale, sì eleva sospinta dall'Afrodite efebica o Venere celeste, verso la contemplazione del Bello» intellegibile che è anche conoscenza del Vero e Amore del Bene.

Gianni Simoni, Contro ogni evidenza 

Esserci

Hand, sei tu quello di cui non riuscivamo a fidarci. Quando c'era qualcosa da fare non eri tu quello a cui ci affidavamo. Io andavo da Jack e Jack veniva da me. Io mi fidavo di Jack. Mi fido anche di te, ma io ero sempre ben cosciente, tutti noi lo eravamo, che tu non ci saresti stato, non sempre almeno. Di solito c'erìi, ma è che bisogna essere presenti sempre. In buona parte essere uomini significa semplicemente esserci, Hand. 

Dave Eggers, Conoscerete la nostra velocità