Dopo tre mesi, che già iniziavo a capirci qualcosa ma ancora non mi tenevo in piedi, mi trasportarono fino al fiume, mi adagiarono sul fondo di una canoa fatta di corteccia di betulla e mi Lasciarono andare nella corrente Il fatto e che se gli spiriti maligni la tanno lunga, e non danno l'impressione di tornare tranquilli, allora è meglio ricorrere a qualcosa di forte: in pratica ti spediscono in mezzo alle rapide, e lì si capisce se il tuo destino è vivere o morire. Decide il fiume, che i Pajute considerano un padre. Comunque ci tengono, ai loro malati, la canoa è fatta alla perfezione e il tratto del fiume è impervio ma non impossibile. Diciamo che come scommessa è equilibrata.
Io me ne stetti lì sdraiato, con le nuvole negli occhi e il rumore dell'acqua che mi frullava nelle orecchie. Non mi venne in mente neppure per un attimo di alzarmi e guardare. Non sapevo cosa avrei fatto se la canoa si fosse rovesciata, non sapevo nemmeno se avrei avuto la forza di nuotare e di lottare in qualche modo. Ma non era lo spirito della cosa. Eri tra le braccia del fiume, come in quelle del destino. Stattene buono, e respira, mi dissi.
Io me ne stetti lì sdraiato, con le nuvole negli occhi e il rumore dell'acqua che mi frullava nelle orecchie. Non mi venne in mente neppure per un attimo di alzarmi e guardare. Non sapevo cosa avrei fatto se la canoa si fosse rovesciata, non sapevo nemmeno se avrei avuto la forza di nuotare e di lottare in qualche modo. Ma non era lo spirito della cosa. Eri tra le braccia del fiume, come in quelle del destino. Stattene buono, e respira, mi dissi.
Alessandro Baricco, Abel
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