venerdì 31 luglio 2026

Meditazione

Eppure, dall'alto della mia infima esperienza, penso che si possa arrivare alla meditazione attraverso un sentiero meno impervio, un sentiero banalissimo, accessibile a tutti, e che la tecnica per imboccarlo si impari in cinque minuti. Consiste nel sedersi e nello stare per un certo tempo immobili e in silenzio. Tutto ciò che accade nel lasso di tempo in cui stiamo seduti, immobili e in silenzio, è meditazione. Ho cercato spesso di darne una buona definizione - la più esatta, la più semplice, la più esauriente possibile -, e ne ho trovate parecchie che tirerò fuori nel corso del racconto, ma per cominciare questa mi sembra la migliore, perché è la più concreta, quella che incute meno soggezione. Lo ripeto: la meditazione è tutto ciò che accade dentro di noi nel lasso di tempo in cui stiamo seduti, immobili, in silenzio. La noia è meditazione. Il male alle ginocchia, alla schiena, al collo è meditazione. I pensieri pardisi sono meditazione. I gorgoglii nello stomaco sono meditazione. L'impressione di perdere tempo a tare una boiata pseudo-spirituale è meditazione. La telefonata che prepari mentalmente e anche la voglia di alzarti a farla è meditazione. La resistenza che opponi a quella voglia è meditazione - cedere invece no. Tutto qui. Niente di più.
Qualunque cosa in più è di troppo. Se lo si fa regolarmente, per dieci minuti, venti minuti, mezz'ora al giorno, ciò che accade nel lasso di tempo in cui si sta seduti, immobili e in silenzio, cambia. Cambia la postura. Cambia la respirazione. Cambiano i pensieri. Cambiano perché tutto, in ogni caso, cambia, ma cambiano anche perché li si osserva. Quando si medita, non si fa e soprattutto non si deve fare nient'altro che osservare. Osservare l'affacciarsi alla coscienza dei pensieri, delle emozioni, delle sensazioni.
Osservarne il dissolversi. Osservarne le fondamenta, i punti d'appoggio, le linee di fuga. Osservarne il passaggio. Non fare corpo con loro, non scacciarli. Seguire la corrente senza lasciarsi travolgere. A forza di farlo, è la vita stessa a cambiare. Sulle prime non ce ne rendiamo conto. Abbiamo la vaga impressione di essere sulla soglia di qualcosa. Qualcosa che lentamente prende forma. Ci distacchiamo un poco, soltanto un poco, da ciò che chiamiamo Sé. Ma quel poco è già molto. E già moltissimo. Ne vale la pena. E un viaggio.

Emmanuel Carrére, Yoga

Ego ingombrante

Il mio unico, vero problema (certamente innegabile, ma comunque un problema da ricchi) era un ego ingombrante, dispotico, di cui aspiravo a ridurre il potere, e la meditazione è fatta appunto per questo.

Emmanuel Carrére, Yoga

domenica 12 luglio 2026

Gloria come immortalità

Nei poemi omerici, l'idea dominante è che non c'è vita dopo la morte. Nel mondo al di là, gli eroi vivono una vita nell'ombra, svolazzando come pipistrelli, senza aver piu realmente la capacità di intluenzare gli eventi sulla terra. E nessuno, questo è sicuro, può risorgere dalla morte. Questa altera visione della condizione umana non fa che aumentare l'intensità della vita dell'eroe. Noi siamo ciò che facciamo; la gloria, conquistata in vita, è la nostra unica immortalità.

Robin Lane Fox, Il mondo classico 

sabato 4 luglio 2026

Tempo e pazienza

Mi mostrò cosa aveva comprato quel giorno, una copia originale di Guerra e pace di Tolstoj, in russo, e andò subito a uno dei suoi passaggi preferiti: I più forti tra tutti i guerrieri sono il tempo e la pazienza; saranno capaci di qualunque cosa...

Kristen Loesch, La bambola di porcellana 

giovedì 2 luglio 2026

Strada come una ferita

La strada attraversa come una ferita il cuore di una foresta di betulle.

Kristen Loesch, La bambola di porcellana