lunedì 2 gennaio 2012
Biscotti all'olio extravergine d'oliva e limoni
250 g di farina 00
120 g di zucchero
100 g d'olio extravergine d'oliva al limone
5 g di fior di sale (due pizzichi)
la buccia grattugiata di 1/2 limone (non trattato)
Se utilizzate un mixer, inserite tutti gli ingredienti e frullate fino ad ottenere una massa liscia e compatta (diversamente, mescolate la farina con lo zucchero, il sale e la buccia di limone e lavorate il tutto con l'olio fino ad ottenere un panetto come sopra). Avvolgete il tutto nella pellicola e lasciate riposare in frigorifero per circa due ore. Riprendete l'impasto, stendetelo ad uno spessore di 5 mm, ritagliate i biscotti e posizionateli su di una teglia foderata con carta da forno. Riponete nuovamente in frigorifero per almeno mezz'ora. Infine, cuocete a 180 gradi per 12 minuti. Estraete e lasciate raffreddare completamente prima di servire
domenica 1 gennaio 2012
Figure sulla riva del mare
Nicolas de Staël, disperato e quasi annegato davanti al potere dello sguardo e della natura. E ancor di più dello spazio che si frange come un'onda violenta contro il luogo della coscienza. Sprofondando: «Solo, di fronte ai quadri, piango.» Fino a quell'atto estremo e finale, gesto epico nella sua assolutezza e crudezza di dolore, del volo di un corpo, il suo, dagli spalti del forte di Antibes, davanti al mare.
Ha scritto in una delle sue lettere, bellissime e rivelatrici come quelle di Van Gogh: «Per tutta la vita ho avuto bisogno di pensare pittura, di vedere dei quadri, di dipingere per aiutarmi a vivere, al fine di liberarmi da tutte le impressioni, da tutte le sensazioni, da tutte le inquietudini alle quali non trovo altra via d'uscita se non nella pittura.»
«Ho finito per vedere il mare in rosso», scrive a proposito di questo quadro, e quello che noi vediamo è la screziatura tutta sovrabbondante del colore: «Sono in pieno nel colore, fino ai gomiti.»
Figure che sulla riva del mare stanno, una forse seduta sulla sinistra e una ritta in piedi sulla destra.
De Staël è lì, sulla riva del mare, e i suoi occhi sono gli stessi di quelle figure davanti all'immenso.
Marco Goldin
Mattina di Natale
Andew Wyeth assolutizza la solitudine di chi guarda. La figura misteriosa adagiata nella luce della neve è la signora Hannah Sanderson morta la mattina di Natale e fattasi subito solo luce e solo neve sotto il lume di una stella unica e solitaria.
Wyeth accascia nel silenzio una donna che guarda ormai da un altro tempo e da un altro mondo.
Lo sguardo si capovolge e ciò che si vede è il guardare non più da una stanza verso il mondo e il suo spazio, ma dal luogo della morte appena avvenuta. La stanza è ora camera di una memoria che non possono pensare i vivi ma solo i morti.
Marco Goldin
giovedì 29 dicembre 2011
mercoledì 28 dicembre 2011
Mistica del nulla
per arrivare dove voi siete,
per andar via da dove non siete,
dovete fare una strada nella quale non c'é estasi.
Per arrivare a ciò che non sapete
dovete fare una strada che è quella dell'ignoranza.
Per possedere ciò che non possedete
dovete fare la strada della privazione.
Per arrivare a quello che non siete
dovete andare per la strada nella quale non siete.
E quello che non sapete è la sola cosa che sapete
e ciò che avete è ciò che non avete
e dove siete è là dove non siete.
Eliot - East Cocker
martedì 27 dicembre 2011
Il viaggio
La vita é un viaggio continuo, é ricerca di un luogo ogni volta diverso e nuovo, perché solo così nella ripetizione del gesto, si crea l'esatta giunzione tra il tempo della nascita e il tempo della morte.
Marco Goldin
lunedì 26 dicembre 2011
venerdì 16 dicembre 2011
Ermellino
Cervates - Don Chisciotte della Mancia
domenica 11 dicembre 2011
sabato 10 dicembre 2011
Ariosto e Dosso Dossi
Ingannare l'osservatore
Dosso Dossi: Apollo e Dafne
Claudio Strinati
Lanzi, colorito e chiaroscuro
giovedì 8 dicembre 2011
Resurrezione di Lazzaro di Sebastiano del Piombo
E' una sorta di 'poema della notte'. Il Maestro ha immaginato che il miracolo di Cristo avvenga a Roma, sulle rive del Tevere, ed in un flusso tenebroso di luce si vede in lontananza, dietro alle sacre figure, la sponda del del fiume, con delle donne che vanno a lavare i panni (un semplice episodio di vita quotidiana): si vedono lontanissimo. In primo piano giganteggiano le figure sacre, e Cristo sembra un antico romano, un oratore, un uomo che sta pronunciando una sentenza che resterà solenne nella storia; e di fronte a lui Lazzaro, che si risveglia dalla tomba, e sembra un titano, un pugile, che è stato sì colpito duramente, ma che è ancora forte, potente.
La contrapposizione tra queste due opere (Trasfigurazione di Cristo di Raffaello e Resurrezione di Lazzaro di Sebastiano del Piombo) è una dei più grandi simboli di tutta la cultura e dell'arte italiana del rinascimento.
National Gallery di Londra
Trasfigurazione di Raffaello
É il poema della luce.
É divisa in due parti: nella parte inferiore vi é una sorta di 'regno delle tenebre', nella parte superiore Cristo trasfigurato sembra quasi dipinto con la luce stessa, con la materia della luce.
Musei vaticani
sabato 3 dicembre 2011
Gli indifferenti
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
[…]
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivi
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.












