martedì 3 gennaio 2012
Barca sull'Elba nella nebbia del primo mattino
David Friedrich
C'e' una barca che va nel primo mattino sul fiume, sospinta da un vento calndo. O forse solo dondolante sull'acqua placida, perche' le vele non sono state ancora issate. E sopra di essa si spandono i vapori che giungendo alla notte si stringono cosi' morbidamenteìal giorno. Si scorge la riva lontana, mentre quella in primo piano ha la nitidezza di una vegetazione che appare. In quel borotalco dilatato dell'aria, emergono incanti e apparizioni, e tutto e' circoscritto dal tempo lento di un salire alla superficie.
Marco Goldin
domenica 1 gennaio 2012
Figure sulla riva del mare
Nicolas de Staël, disperato e quasi annegato davanti al potere dello sguardo e della natura. E ancor di più dello spazio che si frange come un'onda violenta contro il luogo della coscienza. Sprofondando: «Solo, di fronte ai quadri, piango.» Fino a quell'atto estremo e finale, gesto epico nella sua assolutezza e crudezza di dolore, del volo di un corpo, il suo, dagli spalti del forte di Antibes, davanti al mare.
Ha scritto in una delle sue lettere, bellissime e rivelatrici come quelle di Van Gogh: «Per tutta la vita ho avuto bisogno di pensare pittura, di vedere dei quadri, di dipingere per aiutarmi a vivere, al fine di liberarmi da tutte le impressioni, da tutte le sensazioni, da tutte le inquietudini alle quali non trovo altra via d'uscita se non nella pittura.»
«Ho finito per vedere il mare in rosso», scrive a proposito di questo quadro, e quello che noi vediamo è la screziatura tutta sovrabbondante del colore: «Sono in pieno nel colore, fino ai gomiti.»
Figure che sulla riva del mare stanno, una forse seduta sulla sinistra e una ritta in piedi sulla destra.
De Staël è lì, sulla riva del mare, e i suoi occhi sono gli stessi di quelle figure davanti all'immenso.
Marco Goldin
Mattina di Natale
Andew Wyeth assolutizza la solitudine di chi guarda. La figura misteriosa adagiata nella luce della neve è la signora Hannah Sanderson morta la mattina di Natale e fattasi subito solo luce e solo neve sotto il lume di una stella unica e solitaria.
Wyeth accascia nel silenzio una donna che guarda ormai da un altro tempo e da un altro mondo.
Lo sguardo si capovolge e ciò che si vede è il guardare non più da una stanza verso il mondo e il suo spazio, ma dal luogo della morte appena avvenuta. La stanza è ora camera di una memoria che non possono pensare i vivi ma solo i morti.
Marco Goldin
giovedì 29 dicembre 2011
mercoledì 28 dicembre 2011
Mistica del nulla
per arrivare dove voi siete,
per andar via da dove non siete,
dovete fare una strada nella quale non c'é estasi.
Per arrivare a ciò che non sapete
dovete fare una strada che è quella dell'ignoranza.
Per possedere ciò che non possedete
dovete fare la strada della privazione.
Per arrivare a quello che non siete
dovete andare per la strada nella quale non siete.
E quello che non sapete è la sola cosa che sapete
e ciò che avete è ciò che non avete
e dove siete è là dove non siete.
Eliot - East Cocker
martedì 27 dicembre 2011
Il viaggio
La vita é un viaggio continuo, é ricerca di un luogo ogni volta diverso e nuovo, perché solo così nella ripetizione del gesto, si crea l'esatta giunzione tra il tempo della nascita e il tempo della morte.
Marco Goldin
sabato 10 dicembre 2011
Ariosto e Dosso Dossi
Ingannare l'osservatore
Dosso Dossi: Apollo e Dafne
Claudio Strinati
Lanzi, colorito e chiaroscuro
giovedì 8 dicembre 2011
Resurrezione di Lazzaro di Sebastiano del Piombo
E' una sorta di 'poema della notte'. Il Maestro ha immaginato che il miracolo di Cristo avvenga a Roma, sulle rive del Tevere, ed in un flusso tenebroso di luce si vede in lontananza, dietro alle sacre figure, la sponda del del fiume, con delle donne che vanno a lavare i panni (un semplice episodio di vita quotidiana): si vedono lontanissimo. In primo piano giganteggiano le figure sacre, e Cristo sembra un antico romano, un oratore, un uomo che sta pronunciando una sentenza che resterà solenne nella storia; e di fronte a lui Lazzaro, che si risveglia dalla tomba, e sembra un titano, un pugile, che è stato sì colpito duramente, ma che è ancora forte, potente.
La contrapposizione tra queste due opere (Trasfigurazione di Cristo di Raffaello e Resurrezione di Lazzaro di Sebastiano del Piombo) è una dei più grandi simboli di tutta la cultura e dell'arte italiana del rinascimento.
National Gallery di Londra
Trasfigurazione di Raffaello
É il poema della luce.
É divisa in due parti: nella parte inferiore vi é una sorta di 'regno delle tenebre', nella parte superiore Cristo trasfigurato sembra quasi dipinto con la luce stessa, con la materia della luce.
Musei vaticani
sabato 19 novembre 2011
Raffaello e l'espressione
Questo dono raro ne' poeti, rarissimo ne' pittori, niuno l'ebbe in grado eminente più che Raffaello. Le sue figure veramente amano, languiscono, temono, sperano, ardiscono; mostrano ira, placabilità, umiltà, orgoglio, come mette bene alla storia: spesso chi mira que' volti, que' guardi, quelle mosse, non si ricorda che ha innanzi una immagine; si sente accendere, prende partito, crede di trovarsi in sul fatto.
abate Luigi Lanzi - Storia pittorica d'Italia
domenica 23 ottobre 2011
domenica 16 ottobre 2011
Cripta Anagni - Ippocrate e Galeno
"Entro il lunettone della parete sottostante alla vòlta si schiude una singolare scena. In un luogo idealizzato dal colore del fondo, ch'è di vivo zaffiro e di smeraldo, stanno chiusi insieme due solenni vecchioni; hanno lunga barba canuta, capelli che ondeggiano candidi sulle spalle, abiti di un fantastico splendore; sono IPOCRAS e GALIENVS.
Ippocrate, con un gesto sacerdotale, alza la mano verso Galeno intento. Non una deformazione della storia quale si trova nelle enciclopedie popolari del Medioevo, quale Ippocrate ebbe, per esempio, a subire nella Siria, ove egli divenne un santo profeta, un uomo divino, alchimista che rinserra in fiale d'alabastro l'essenza di tutte le cose, ma una purissima vena di storia della scienza è qui.
La fantasia del popolo ha chiuso insieme i due Saggi, morti a distanza di tanto tempo l'uno dall'altro, quasi entro uno speco fatato; li ha incoronati di oro; ha profusi rubini, smeraldi e perle sulle vesti, sugli sgabelli, ha fuso quasi di trasparente vetro i colonnini dei loro leggii; ma la Scienza fu presente ed ha dominato la Fantasia."
Gli affreschi della Cattedrale di Anagni - Toesca
sabato 15 ottobre 2011
Roma - Piet Mondrian - L'armonia perfetta
"I colori devono essere puri, senza modulazioni, per annullare ogni soggettivismo da parte dell’artista e dello spettatore, questi deve trovarsi di fronte ad una unità matematicamente perfetta, oggettiva, fredda, però più reale di quelle della natura, che sono solamente realtà apparenti, ingannevoli e limitate."













