domenica 2 agosto 2026

Rivoluzione della meditazione

Sì, perché è questa la rivoluzione, una delle rivoluzioni innescate dalla meditazione. Anziché considerare con astio pensieri di cui un po' ci si vergogna, anziché cercare di sradicarli, ci si limita a osservarli senza farne un dramma. Perché esistono, perché ci sono.
Né veri né falsi, né buoni né cattivi: microeventi psichici, bolle che risalgono alla superficie della coscienza. Se li consideriamo così, il loro potere e la loro capacità di nuocere calano senza che neppure ce ne rendiamo conto. Non si giudicano i propri pensieri, come non si giudica il prossimo. Bisogna prenderli per quello che sono, vederli come sono. Si, questa è la terza, e forse la più esatta, definizione della meditazione: vedere i propri pensieri come sono. Vedere le cose come sono.

Emmanuel Carrére, Yoga 

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