Finora
ho scritto un’enorme quantità di roba. A ritmo più o meno quotidiano.
Come uno tutto preso a falciare da solo l’erba di un prato immenso che
continua a crescere rapidissima e senza interruzione. Oggi taglio qui,
domani lì... e quando, finito il giro, ritorni al punto di partenza,
l’erba è ricresciuta più fitta di prima.
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
martedì 31 dicembre 2013
Scrivere e pensare
Ho sempre scritto solo perché dovevo farlo.
Perché è così imperativo per me scrivere? La ragione è semplice. Perché per pensare a qualunque cosa ho bisogno di metterla prima di tutto per iscritto.
È stato così fin da quando ero piccola. Quando c’era qualcosa che non capivo, raccoglievo a una a una tutte le parole che avevo ai miei piedi, e le mettevo in ordine in forma di frase. Se il risultato non mi convinceva, le mischiavo di nuovo e le disponevo in una forma diversa. Ripetendo questo procedimento diverse volte, alla fine riuscivo a elaborare un pensiero come facevano tutti. Scrivere per me non era complicato né faticoso. Io mi dedicavo alla scrittura con la stessa passione con cui gli altri bambini collezionavano bei sassolini o ghiande. Per me scrivere, usando carta e matita, era naturale come respirare. E in questo modo potevo pensare.
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
Perché è così imperativo per me scrivere? La ragione è semplice. Perché per pensare a qualunque cosa ho bisogno di metterla prima di tutto per iscritto.
È stato così fin da quando ero piccola. Quando c’era qualcosa che non capivo, raccoglievo a una a una tutte le parole che avevo ai miei piedi, e le mettevo in ordine in forma di frase. Se il risultato non mi convinceva, le mischiavo di nuovo e le disponevo in una forma diversa. Ripetendo questo procedimento diverse volte, alla fine riuscivo a elaborare un pensiero come facevano tutti. Scrivere per me non era complicato né faticoso. Io mi dedicavo alla scrittura con la stessa passione con cui gli altri bambini collezionavano bei sassolini o ghiande. Per me scrivere, usando carta e matita, era naturale come respirare. E in questo modo potevo pensare.
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
Sospiro
Myu tirò un sospiro profondo come un soffio di vento ai confini del mondo.
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
Solitudine
E in quel momento capii. Eravamo state
meravigliose compagne di viaggio, ma in fondo non eravamo che solitari
aggregati metallici che disegnavano ognuno la propria orbita. In
lontananza potremmo anche essere belle a vedersi, come stelle cadenti.
Ma in realtà non siamo che prigioniere, ognuna confinata nel proprio
spazio, senza la possibilità di andare da nessun’altra parte. Quando le
orbite dei nostri satelliti per caso si incrociano, le nostre facce si
incontrano. E forse, chissà, anche le nostre anime vengono a contatto.
Ma questo non dura che un attimo.
Un istante dopo, ci ritroviamo ognuna nella propria assoluta solitudine. Fino al giorno in cui bruceremo e saremo completamente azzerate.
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
Un istante dopo, ci ritroviamo ognuna nella propria assoluta solitudine. Fino al giorno in cui bruceremo e saremo completamente azzerate.
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
Prigioniero
E oggi io mi trovavo chiuso, prigioniero in un
circuito. Continuavo a girare in tondo sempre nello stesso punto. Pur
sapendo che non sarei arrivato da nessuna parte, non potevo fermarmi.
Non avevo alternativa.
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
Senza di te
Senza di te la mia vita sarebbe come The Best of Bobby Darin senza «Mack the Knife».
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
Chi sono io
Domanda «Chi sono io?» Ovviamente, dal punto di
vista della quantità di informazioni sull’argomento, non esiste al mondo
nessuno che possa saperne su di me più di me stesso. Ma quando io mi
trovo a parlare di me, è inevitabile che il mio io narrato sia filtrato,
manipolato, censurato dal mio io narrante, dalla sua scala di valori,
dalla sua sensibilità, dal suo spirito di osservazione, nonché da una
serie di interessi concreti. Perciò, che grado di verità oggettiva
possiederà mai questo io che si racconta da sé?
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
Esperienza diretta
Come per tutte le cose, il metodo più efficace è l’esperienza diretta: usando i sensi e a proprie spese. Non sono conoscenze che si imparano sui libri.
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
Cibo e compromesso
Sumire ebbe l’impressione che Myu stesse molto
attenta al cibo. Il suo collo era sottile come il virgulto di una
pianta, e in tutto il corpo non c’era un filo di grasso superfluo. Non
sembrava avesse bisogno di diete. Probabilmente si limitava a usare un
criterio di rigore assoluto in tutte le sue scelte, senza mai cedere al
minimo compromesso, come una spartana chiusa in una fortezza di
montagna.
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
Buio dell'anima
Capivo soltanto che intorno a me era buio pesto, come nel momento che Francis Scott Fitzgerald chiama «il buio dell’anima».
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
Affidarmi alla corrente
Sento che questo amore mi porterà da qualche
parte. Ma non posso sottrarmi alla sua forte corrente. Non ho nessuna
possibilità di scelta. Il luogo dove mi condurrà è un mondo diverso, che
non ho mai visto. Potrebbe trattarsi anche di un luogo pericoloso. Le
cose che vi si annidano potrebbero ferirmi in modo profondo,
irrimediabile. Potrei perdere tutto quello che adesso ho. Ma non posso
più tornare indietro. Non mi resta che affidarmi alla corrente che vedo
davanti a me. Anche a costo di finire travolta, anche a costo di
scomparire.
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
Giudicare le persone
La mia regola è sempre stata giudicare le persone
dalla faccia, – disse. – Questo vuol dire che i tuoi lineamenti e
l’espressione del tuo viso mi sono piaciuti. Molto.
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
Musica per pianoforte
Entrambe prediligevano la musica per pianoforte, e
consideravano la Sonata per pianoforte op. 32 di Beethoven
un’insuperabile pietra miliare tra questo tipo di composizioni. E tutt’e
due erano convinte che le registrazioni di Wilhelm Backhaus per la
Decca ne avessero fissato i canoni interpretativi e le giudicavano
esecuzioni mirabili e insuperate. E oltretutto erano pervase di felicità
e gioia di vivere!
Lo Chopin di Vladimir Horowitz, quello dell’epoca in cui le registrazioni erano ancora in mono, e in particolare gli scherzi, erano impeccabili ed emozionanti. La raccolta dei preludi di Debussy eseguita da Friedrich Gulda era splendida e piena di umorismo, e Grieg suonato da Gieseking era una pura delizia. Il Prokofiev nell’esecuzione di Sviatoslav Richter, per la sua interpretazione sorvegliata e contenuta, e la straordinaria profondità di alcuni momenti «plastici», meritava di essere ascoltato tutto, integralmente. E che dire delle sonate per pianoforte di Mozart di Wanda Landowska, sottovalutate nonostante l’attenzione scrupolosa e affettuosa da cui erano animate?
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
Lo Chopin di Vladimir Horowitz, quello dell’epoca in cui le registrazioni erano ancora in mono, e in particolare gli scherzi, erano impeccabili ed emozionanti. La raccolta dei preludi di Debussy eseguita da Friedrich Gulda era splendida e piena di umorismo, e Grieg suonato da Gieseking era una pura delizia. Il Prokofiev nell’esecuzione di Sviatoslav Richter, per la sua interpretazione sorvegliata e contenuta, e la straordinaria profondità di alcuni momenti «plastici», meritava di essere ascoltato tutto, integralmente. E che dire delle sonate per pianoforte di Mozart di Wanda Landowska, sottovalutate nonostante l’attenzione scrupolosa e affettuosa da cui erano animate?
La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami
lunedì 30 dicembre 2013
La vita non cambia
La
vita non cambia," pensò, "non vuol cambiare." Avrebbe voluto gridare;
abbassò le due mani e se le torse, là, contro il ventre, così forte che i
polsi le si indolenzirono.
Alberto Moravia - Gli Indifferenti
Volontà rassegnata
Ella fece di nuovo il vano gesto di respingerlo,
ma ancor più fiaccamente di prima, ché ora la vinceva una specie di
volontà rassegnata; perché rifiutare Leo? Questa virtù l'avrebbe
rigettata in braccio alla noia e al meschino disgusto delle abitudini; e
le pareva inoltre, per un gusto fatalistico di simmetrie morali, che
questa avventura quasi familiare fosse il solo epilogo che la sua vita
meritasse; dopo, tutto sarebbe stato nuovo; la vita e lei stessa;
guardava quella faccia dell'uomo, là, tesa verso la sua:
"Finirla,"pensava "rovinare tutto., ."e le girava la testa come a chi si
prepara a gettarsi a capofitto nel vuoto.
Gli Indifferenti - Alberto Moravia
Gli Indifferenti - Alberto Moravia
Passaggio di odio
Da quell'ombra, laggiù, che riempiva l'altra metà
del salotto, l'onda morta del rancore si mosse, scivolò contro il petto
di Carla, disparve, nera e senza schiuma, ella restò cogli occhi
spalancati, senza respiro, resa muta da questo passaggio di odio.
Gli Indifferenti - Alberto Moravia
Gli Indifferenti - Alberto Moravia
Fonte originaria
Eppure
era questa che bisognava trovare: scoprire la fonte originaria nel
proprio Io, e impadronirsene! Tutto il resto era ricerca, era errore e
deviazione. Tali erano i pensieri di Siddharta, questa era la sua sete,
questo il suo tormento.
Siddharta - Hermann Hesse
Siddharta - Hermann Hesse
Svegliandosi al mattino
Si
dica quel che si vuole, ma è piacevole, svegliandosi al mattino,
trovarsi nell’ampia camera parata di stoffa chiara, quando il primo
gesto della mano incontra una pesante trapunta di raso; ed è una cosa da
ricordare vedersi servire a colazione, nella veranda, mentre dalla
porta a vetri aperta entra l’aria del mattino, una tazza di cioccolata
invece del caffè o del tè: sì, una vera cioccolata da compleanno con una
spessa fetta di focaccia ancora umida.
I Budembrook - Thomas Mann
I Budembrook - Thomas Mann
Grido negli occhi
Io
so che il sangue della vittima innocente resta impresso, indelebile,
negli occhi dell’innocente testimone. Di mio padre, là sulla strada,
dello scandalo intollerabile di ogni innocente ucciso, rimane negli
occhi un grido: non chiama vendetta, piange un dolore senza fine. E il
cuore non trova pace.
Come mi batte forte il tuo cuore - Benedetta Tobagi
Come mi batte forte il tuo cuore - Benedetta Tobagi
Quiete della sera
Oh stanco dolore riposa! Per quanto tempo dovrò girare tra queste stanze? Quando verrà la quiete della sera?
Come mi batte forte il tuo cuore - Benedetta Tobagi
Come mi batte forte il tuo cuore - Benedetta Tobagi
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