sabato 23 gennaio 2021

Dizionari

Il commento sistematico di un testo poetico è legato al secondo Ottocento, quando nasce l'editoria scolastica su larga scala. Ma a lungo le note ai testi venivano guardate con sospetto, perché «più adatte a fomentar la pigrizia, che ad aiutare la intelligenza dei giovani» (come scriveva nel 1883 Anton Giulio Barrili in una relazione ministeriale). Anche Carducci dichiarava che, pur rassegnato all'inevitabilità delle note, le temeva in quanto «cagione di scioperataggine» di alunni e insegnanti: «i dizionari hanno da essere nelle scuole per qualche cosa, e i professori hanno almeno da avvezzare gli alunni a servirsene». 

Luca Serianni, Il verso giusto

sabato 16 gennaio 2021

Rivoluzione dentro

Non ho bisogno di nessuna rivoluzione che mi aspetti. Uno la rivoluzione ce l'ha dentro e se la porta di qua e di là. Come i bagagli.

Paco Ignacio Taino, Rivoluzionario di passaggio 

Esibire abilità

Ed ora? Finirò di scrivere questa mia confessione. La chiuderò in una bottiglia e la getterò in mare. Perché? Sì, perché? Era la mia ambizione "inventare" misteriosi delitti che nessuno potesse chiarire. Ma nessun artista, ora me ne rendo conto, può sentirsi appagato solo dall'arte. C'è il naturale desiderio di vedeme riconosciuta la propria maestria. Io ho, lasciatemelo confessare in tutta umiltà, il meschino, umano desiderio che qualcuno sappia quanto sono stato abile... 

Agatha Christie, Dieci piccoli indiani

domenica 10 gennaio 2021

Nervi delle donne

Le donne e i Loro nervi! Ma, dopotutto, i nervi delle signore gli fruttavano bene. Metà delle sue pazienti non avevano altra malattia che la noia, ma non lo avrebbero certo ringraziato se avesse detto loro la verità, Ed era sempre facile inventare qualche piccolo disturbo per soddisfarle: «Uno stato anormale dovuto a...» e qui una lunga difficile parola «niente di serio, tuttavia sarà bene provvedere subito. Basterà una cura semplicissima». 
In fondo, la medicina è molto aiutata dalla fede nella guarigione. Lui lo sapeva e, usando le maniere adatte, riusciva a ispirare subito speranza e fiducia. 

Agatha Christie, Dieci piccoli indiani.

sabato 9 gennaio 2021

Trasmettere tra generazioni

Quasi tutte le società hanno coltivato l'imperativo della trasmissione di storie fra una generazione e l'altra. Quasi tutte le culture hanno fatto onore al passaggio del testimone fra vecchi e giovani. Questo è sempre stato un dovere primario della memoria umana familiare, tribale e poi nazionale. 

Amos Oz, Gli ebrei e le parole

sabato 2 gennaio 2021

Dov'è la saggezza

Dov'è la saggezza che abbiamo perso nella conoscenza? Dov'è la conoscenza che abbiamo perso nell'informazione?

Thomas Stearns Eliot

Teoria dei tre ordini

Poco dopo il Mille, nel Carmen ad Robertum regem ('Poesia a re Roberto'), il vescovo Adalberone di Laon formula una teoria della società del tempo, la cosiddetta teoria deì tre ordini, che disegna un ordine sociale che appare, a chi lo descrive, non solo immutabile ma provvidenziale, necessario. La società, spiega questa dottrina, si compone di tre ceti o classi: coloro che pregano (orantores), coloro che combattono (bellatores) e coloro che lavorano (laboratores). Sì tratta, osserva Adalberone, di una gerarchia fissata da Dio, e che ha perfetta corrispondenza con la struttura del corpo umano: un corpo umano nel quale la testa è rappresentata dagli ecclesiastici, il ventre dai soldati, i piedi dai contadini. Ognuno ha il suo ruolo e, come nel corpo, il buon funzionamento dell'organismo dipende dallo zelo con cui ciascun membro svolge le proprie mansioni. In questo modo sì giustifica lo stato di cose esistente e si esclude ogni forma di mobilità sociale, cioè il passaggio da un ordine all'altro: se nulla deve cambiare perché tutto funzioni, nessun miglioramento è possibile per i 'piedi' (i contadini), che sostengono l'edificio sociale. 

Alberto Casadei, Marco Sant'Agata,  Manuale di letteratura italiana medioevale e moderna 

martedì 29 dicembre 2020

Leggere: atto sovversivo

Leggere e scrivere sono atti sovversivi di per sé. Quella che sovvertono è l'idea che le cose devono essere come sono, che tu sei solo, che nessun altro si è mai sentito come ti senti tu. 

Kurt Vonnegut, Ricordando l'Apocalisse

Magia dello scrivere

Era uno scrittore che credeva nella magia del processo: sia ciò che lo scrivere faceva per lui, sia ciò che poteva fare per i lettori. Il tempo e l'attenzione del lettore per lui erano sacri. Il suo rapporto con la gente era viscerale e a due livelli, perché si rendeva conto che il contenuto non è tutta la storia. 

Kurt Vonnegut, Ricordando l'Apocalisse

Scrivere chiaro

Se non riesci a scrivere con chiarezza, probabilmente non hai neanche le idee chiare come credi.

Kurt Vonnegut, Ricordando l'Apocalisse

Autovalutarsi

Quando mi lamentai perché mi avevano dato solo cinquanta dollari per un articolo che aveva richiesto una settimana di lavoro, mi disse che dovevo calcolare quanto mi sarebbe costato pubblicare un annuncio di due pagine per informare la gente che sapevo scrivere. 

Kurt Vonnegut, Ricordando l'Apocalisse

L'esercizio di scrivere

Scrivere era per mio padre un esercizio spirituale, l'unica cosa in cui credesse veramente. Avrebbe voluto mettere le cose a posto, ma non pensò mai che i suoi scritti potessero avere un grande effetto sul loro andamento. I suoi modelli erano Giona, Lincoln, Melville e Twain. 
Scriveva e riscriveva, ripetendo infinite volte a bassa voce ciò che aveva appena scritto, gesticolando, cambiando il tono e il ritmo delle parole. Poi faceva una pausa, restava lì con aria meditabonda, strappava dalla macchina da scrivere il foglio appena scritto, lo appallottolava, lo buttava via e ricominciava da capo. A me pareva uno strano modo di passare il tempo per un adulto, ma ero solo un bambino e ignoravo tante cose. 

Kurt Vonnegut, Ricordando l'Apocalisse

Epoca dell’irresponsabilità

- Bene, Mi racconti tutto, a cominciare dall'8 maggio 1995, verso le 10 del mattino. 
- Non è possibile raccontare una storia così lunga. 
- Per grandi linee! 
- C'è solo una linea: l'energia. C'è solo una Storia: l'energia. C'è solo una politica: l'energia. 
- Che fa? Mi canta l'inno nazionale ponentino? 
- Sono le considerazioni più importanti dell'universo. 
- Siete poetici, nel 2580. 
- Ci prenda pure in giro! Lo dobbiamo alla vostra incoscienza, se ci ritroviamo a questo punto. 
- Non se la prenda con me. Non sono responsabile delle azioni dei miei contemporanei.
- Ecco: lo ha detto. Lei viene dall'epoca dell'irresponsabilità. 

Amélie Nothomb, Ritorno a Pompei 

sabato 19 dicembre 2020

Ormai era un vecchio

Ormai era un vecchio; era nato ed era cresciuto in un mondo che aveva delle norme particolari, sia nel bene sia nel male, e lui ci aveva creduto, in quelle norme, e le aveva seguite. 

Adesso il mondo era cambiato, era pieno di gente nuova con idee nuove, ed egli apparteneva al passato. 

Capiva che adesso le norme di vita erano diverse; che poteva intuirle confusamente, ma non trovarle di suo gusto.

Frederic Forsyth, Il giorno dello sciacallo

lunedì 7 dicembre 2020

Leggendo

Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma.

Cesare Pavese 

sabato 14 novembre 2020

Entropia

L'entropia significa che ogni sistema ordinato tende a diventare più disordinato con il passare del tempo: così, per esempio, i mattoni impilati con cura per formare un muro (bassa entropia) finiranno per diventare un cumulo caotico di polvere (alta entropia). Questo processo è descritto dalla Seconda legge della termodinamica. 

Stephen Hawking, Dove il tempo si ferma 

domenica 8 novembre 2020

Benedizione della crisi

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere "superato". Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e da più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell'incompetenza. L'inconveniente delle persone e delle Nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d'uscita. Senza la crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti ì venti sono solo lieve brezze. Parlare di crisi significa incrementarla e tacere nella crisi è esaltare il conformismo, invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla. 

Albert Einstein, Il mondo come io lo vedo 

Senso del camminare

Il vero senso della marcia non è l'andare verso l'alterità (altri mondi, altri volti, altre culture, altre civiltà), ma stare al margine dei mondi civilizzati, quali essi siano. Camminare vuol dire farsi da parte: tenersi ai margini di coloro che lavorano, ai margini delle strade di grande scorrimento, ai margini dei produttori di profitti e di miseria, degli sfruttatori, dei laboriosi, al margini delle persone serie che hanno sempre qualcosa di meglio da fare che accogliere la pallida dolcezza di un sole invernale o la frescura di una brezza primaverile.

Frederic Gros, Andare a piedi: filosofia del camminare 

Fare o essere

Arriverà pure un giorno in cui si smetterà anche di essere preoccupati, assorbiti dai nostri compiti, loro prigionieri... sapendo che, molti di essi, siamo noi a inventarli, noi a imporli. Lavorare: accumulare risparmi, tenere sempre gli occhi aperti per non perdere la minima occasione di far carriera, di arrivare a quella carica, di finire in fretta, di preoccuparsi degli altri. Fare questo, andare a trovare quello, invitare il tale: costrizioni sociali, mode culturali, armeggi... Sempre a fare qualcosa, ma essere? Si lascia per dopo: cè sempre di meglio, sempre qualcosa di più urgente, di più importante da fare. Si rimanda a domani. Ma domani porta con sé i compiti di dopodomani. Tunnel senza fine. E lo chiamano vivere. È talmente pregnante che anche i momenti di relax dovranno recare il segno di quella ostinazione: sport a oltranza, distrazioni stressanti, serate costose, notti impegnative, vacanze onerose. Tanto che alla fine, come esito, resta soltanto la malinconia o la morte. 

Frederic Gros, Andare a piedi: filosofia del camminare 

sabato 7 novembre 2020

Memoria

La memoria viene coltivata quotidianamente e la mostra non è eccellente, segue essa il simpatico adagio di Ingrid Bergman per la quale il segreto della felicità è una buona salute e una cattiva memoria. 

Philippe Daverio, Il secolo spezzato dalle avanguardie