sabato 10 agosto 2013
venerdì 9 agosto 2013
sabato 27 luglio 2013
Enea piange
Né lontano di qui vengono indicati i campi
del Pianto estesi in ogni direzione: così, con questo nome li chiamano.
Qui occulti sentieri celano coloro che un amore crudele consumò con
disumano struggimento e intorno li copre una selva di mirti: neanche
nella morte sono lasciati in pace dagli affanni. ... Tra queste la
Fenicia Didone, ancor fresca di ferita, errava nella vasta selva. Appena
l'eroe Troiano le fu vicino e la riconobbe indistinta fra le ombre come
chi o vede o crede di aver visto la luna attraverso le nubi al cominciar
del mese, si mise a piangere e parlò con dolce amore:
- O infelice Didone, mi era dunque giunta
vera la notizia che eri morta e che avevi seguito il tuo fato col ferro?
Ahimé, io sono stato la causa della tua morte? Giuro per le stelle e per
gli dei celesti e se qualche fede esiste sotto la profonda terra, contro
voglia, o regina, mi sono allontanato dal tuo lido. Ma gli ordini degli
dei, che ora mi costringono ad andare tra queste ombre, per questi
orridi luoghi infernali e per la profonda notte mi spinsero coi loro
comandi. Né ho potuto credere di arrecarti un così grande dolore con la
mia partenza. Ferma il passo e non sottrarti al nostro sguardo. Chi
fuggi? Questa è l'ultima volta che il fato mi concede di parlarti.
Con queste parole Enea cercava di lenire
l'animo ardente di Didone che guardava in modo torvo e scoppiava in
lacrime. Lei ostile teneva gli occhi fissi al suolo, col volto immobile,
mentre parlavo, come la dura selce o la rupe Marpesia. Infine si allontana e nemica
si rifugia nella selva ombrosa dove l'antico coniuge Sicheo corrisponde
ai suoi affanni ed uguaglia il suo amore. Nondimeno Enea, scosso
dall'iniqua sventura di Didone, prosegue per lungo tratto in lacrime e
prova dolore per lei che si allontana.
Eneide, Virgilio Libro VI
domenica 21 luglio 2013
Non premete il piede
Sopra un gracile cristallo, l'inverno guida i loro passi,
il precipizio è sotto il ghiaccio,
questa è la fragile superficie dei nostri piaceri.
Scivolate, mortali, non premete il piede.
Poesia riportata da Leopardi nello Zibaldone
il precipizio è sotto il ghiaccio,
questa è la fragile superficie dei nostri piaceri.
Scivolate, mortali, non premete il piede.
Poesia riportata da Leopardi nello Zibaldone
domenica 17 febbraio 2013
sabato 26 gennaio 2013
martedì 22 gennaio 2013
Lettura
Torno nella sala di lettura, sprofondo nel divano e
ancora una volta mi immergo nel mondo delle Mille e una notte. E la
realtà che mi circonda, come in una dissolvenza cinematografica,
sparisce progressivamente. Resto solo, e penetro fra le pagine del
libro. Questa è la sensazione che più amo in assoluto.
Kafka sulla spiaggia - Haruki Murakami
Kafka sulla spiaggia - Haruki Murakami
Nella colonia penale
— Kafka, più che dare delle spiegazioni sullo
stato in cui ci troviamo a vivere, preferisce spiegare in modo puro e
meccanico quella macchina complicata. Cioè... —
Mi fermo ancora un momento per pensare. — Così facendo lui riesce a spiegare chiaramente, meglio di chiunque altro, la condizione in cui tutti ci troviamo. E lo fa senza parlarne direttamente, ma descrivendo nei minimi particolari il funzionamento della macchina.
Kafka sulla spiaggia / Haruki Murakami
Mi fermo ancora un momento per pensare. — Così facendo lui riesce a spiegare chiaramente, meglio di chiunque altro, la condizione in cui tutti ci troviamo. E lo fa senza parlarne direttamente, ma descrivendo nei minimi particolari il funzionamento della macchina.
Kafka sulla spiaggia / Haruki Murakami
Lottare
Apro le mani e le guardo con attenzione. A che
scopo faccio sempre tutti questi sforzi? Perché devo lottare così
disperatamente per vivere?
Mah, scuoto la testa e smetto di guardare fuori. Smetto di fantasticare su cosa sarà da qui a cento anni. Cerco di pensare solo al presente. In biblioteca ci sono libri che devo assolutamente leggere, e in palestra ci sono attrezzi con i quali devo esercitarmi. Tanto a che mi serve pensare a cose ancora così di là da venire?
Kafka sulla spiaggia - Haruki Murakami
Mah, scuoto la testa e smetto di guardare fuori. Smetto di fantasticare su cosa sarà da qui a cento anni. Cerco di pensare solo al presente. In biblioteca ci sono libri che devo assolutamente leggere, e in palestra ci sono attrezzi con i quali devo esercitarmi. Tanto a che mi serve pensare a cose ancora così di là da venire?
Kafka sulla spiaggia - Haruki Murakami
Libero .... solo
Sono libero, mi dico. Chiudo gli occhi e per un
po’ penso a questa mia nuova libertà. Ma non riesco a capire bene che
cosa significhi il fatto che sono libero. Quello che capisco adesso è
semplicemente che sono solo. Solo e in un paese che non conosco. Come un
esploratore solitario che ha perso bussola e mappa. È questo che
significa essere liberi? Non lo so, e allora rinuncio a pensarci.
Kafka sulla spiaggia - Haruki Murakami
Kafka sulla spiaggia - Haruki Murakami
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