lunedì 3 luglio 2017

Ricominciare

Fatto sta che lo sapevo che non sarebbe durata, e la voglia di fare, di lavorare, di espormi, mi moriva tra le mani.

La luna è i falò, Cesare Pavese 

sabato 1 luglio 2017

Come nelle favole
Vasco Rossi
Quello che potremmo fare io e te
Senza dar retta a nessuno
Senza pensare a qualcuno
Quello che potremmo fare io e te
Non lo puoi neanche credere
Quello che potremmo fare io e te
Senza pensare a niente
Senza pensare sempre
Quello che potremmo fare io e te
Non si può neanche immaginare
Sai che ho pensato sempre, quasi continuamente
Che non sei mai stata mia
Me lo ricordo sempre, che non è successo niente
Dovevi sempre andar via
Io e te, io e te
Dentro un bar a bere e a ridere
Io e te, io e te
A crescere bambini, avere dei vicini
Io e te, io e te
Seduti sul divano
Parlar del più e del meno
Io e te, io e te
Come nelle favole
Quello che potremmo fare io e te
Non l’ho mai detto a nessuno
Però ne sono sicuro
Quello che potremmo fare io e te
Non si può neanche immaginare
Io e

giovedì 29 giugno 2017

Resta ad aspettarti

Così questo paese, dove non sono nato, ho creduto per molto trempo che fosse tutto il mondo. Adesso che il mondo l'ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi, non so se poi da ragazzo mi sbagliavo poi di molto. Uno gira per mare e per terra, come i giovanotti dei miei tempi andavano alle feste dei paesi intorno, e ballavano, e bevevano, si picchiavano, portavano a casa la bandiera e i pugni rotti.
Ché cosa vuol dire? Un paese ci vuole, se non fosse per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non esser soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. Ma non è facile starci tranquillo.

La luna è i falò, Cesare Pavese

martedì 27 giugno 2017

Mondi diversi

I fantasmi sono, in un certo senso, brandelli e frammenti di altri mondi, un barlume di essi. L'uomo sano, naturalmente, non è il caso che li veda, perché l'uomo sano è un uomo terreno, e quindi non deve vivere che la vita di questo mondo, per ragione di ordine e pienezza. Ma appena si ammala, appena nel suo organismo è turbato il suo normale ordine terreno, subito comincia a manifestarsi la possibilità di un mondo diverso; e quanto più l'individuo è malato, tanto maggiori sono i contatti con quest'altro mondo, cosicché, una volta morto del tutto, l'uomo passa direttamente in un altro mondo.

Delitto e castigo, Dostoevskij 

lunedì 26 giugno 2017

Coscienza

Che ve ne importa della coscienza? 
Be', se non altro per un senso di umanità. 
Chi ce l'ha, soffra pure, visto che riconosce il suo errore. Sarà per lui un castigo supplementare, in aggiunta ai lavori forzati.

Delitto e castigo, Dostoevskij 

mercoledì 21 giugno 2017

Freschezza dello spirito

Sebbene quest'ultima avesse già quatantatre anni, il suo volto serbava ancora tracce della bellezza di un tempo; per di più, essa sembrava molto più giovane dei suoi anni, come accade quasi sempre alle donne che riescono a conservare sino alla vecchiaia la freschezza dello spirito e delle sensazioni e un'onesta, pura fiamma del cuore. Conservare queste cose è l'unico mezzo per non perdere la propria bellezza nemmeno da vecchi.

Delitto e castigo, Dostoevskij 

Arrivare alla verità

Dire corbellerie è l'unico privilegio umano nei confronti di tutti gli altri esseri viventi. A furia di dirne, si arriva alla verità. Si è uomini appunto perché si dicono corbellerie; non si è mai raggiunta nessuna verità senza aver prima sbagliato quattordici volte, e forse anche centoquattordici; a suo modo è una cosa onorevole. Mentre noi, non siamo neanche capaci di sbagliare col nostro cervello! Spararle grosse, ma che sia farina del tuo sacco: e io ti vorrò un bene dell'anima. Spararle grosse a proprio modo, è quasi meglio che dir la verità a modo altrui; nel primo caso sei un uomo, nel secondo caso sei solo un pappagallo!....... Ci abbiamo preso gusto a campare con l'intelligenza altrui, e ci abbiamo dato dentro!

Delitto e castigo, Dostoevskij

Vertice delle civiltà

Volete sapere perché mi sono sbronzato questo modo? Perché mi hanno fatto discutere quei maledetti! E si che avevo giurato di non discutere più!... dicono certe corbellerie! Per poco non menavo le mani! Ho lasciato là mio zio, a far gli onori di casa.... Potete non crederci, ma quello vogliono la distruzione totale della personalità, e ci provano un gran gusto! L'importante è non essere se stessi, assomigliare il meno possibile a se stessi! Questo, per loro, è il vertice delle civiltà!

Delitto e castigo, Dostoevskij 

mercoledì 14 giugno 2017

Forma

Tutto ciò è convenzionale, relativo, forma, soltanto forma.

Delitto e castigo, Dostoevskij 

sabato 10 giugno 2017

Pregiudizi

Però se avessi detto delle sciocchezze, esclamò d'un tratto, quasi senza volerlo, se realmente l'uomo, tutto quanto il genere umano, non fosse una carogna, allora tutto il resto sono pregiudizi, soltanto paure che ci hanno inculcato, e non esistono barriere di sorta, e così deve essere...

Fedor Dostoevskij, Delitto e castigo 

lunedì 5 giugno 2017

Moralità

Se solo fosse possibile quel che, peraltro, data l'umana natura sarà sempre impossibile; se cioè fosse possibile che ognuno di noi descrivesse ogni suo segreto, ma senza alcun timore di esporre non solo ciò che ha paura di dire e non direbbe a nessun costo alla gente,  non solo ciò che ha paura di dire ai suoi migliori amici, ma perfino ciò che talvolta ha paura di confessare a se stesso,  allora nel mondo si leverebbe un tale puzzo, che tutti dovremmo morire asfissianti. Ecco perché, detto tra parentesi, vanno così bene le nostre conversazioni e convenienze sociali. Racchiudono un'idea profonda: non dirò morale, ma semplicemente protettiva, comoda, il che, s'intende, è ancor meglio, purché la moralità in sostanza non è altro che la comodità, cioè è stata inventata unicamente per la comodità. 

Umiliati e offesi, Dostoevskij 

lunedì 29 maggio 2017

Dimenticare tutto

In piedi davanti al tavolo, aprii macchinalmente i libri che avevo preso il giorno prima per il mio lavoro di compilazione, e a poco a poco mi appassionai alla lettura. Mi capita spesso: mi avvicino, apro un libro per un attimo per trovare un'informazione e mi immergo talmente nella lettura da dimenticare tutto.

Umiliati e offesi, Dostoevskij 

venerdì 26 maggio 2017

Sofferenza

In qualche modo bisogna riscattare con la sofferenza la nostra felicità futura; pagarla con qualche nuovo tormento. La sofferenza purifica tutto..... Oh Vanja, quanto dolore c'è nel vivere! 

Umiliati e offesi, Dostoevskij 

Passato

No amico mio non si può. Anche se provassi, non farei che inasprire il suo risentimento. Non si può far tornare ciò che è passato irrevocabilmente, e dai che cos'è questo, per noi? I giorni felici dell'infanzia che ho vissuto insieme a loro, ecco cosa non si può far tornare. 

Umiliati e offesi, Dostoevskij 

giovedì 25 maggio 2017

Onestà

Però sii onesti Vanja, sii onesto, questo è l'essenziale; vivi onestamente, non montarti la testa! Hai davanti a te una grande strada. Compi onestamente la tua opera.

Umiliati e offesi, Dostoevskij

domenica 21 maggio 2017

2 Novembre

Il giorno più bello era il 2 novembre, la festa dei morti. Quella, da bambino, era la giornata in cui mi arrivavano dei meravigliosi giocattoli di latta, marca Incap, e i dolci tradizionali dei morti. Tutte queste erano cose che in Sicilia facevano rivivere il ricordo di quelli che non c'erano più. I dolci, i giochi, venivano donati ai bambini da parte dei morti. In quei giorni andavano sempre al camposanto di Porto Empedocle con una grandissima gioia nel cuore, perché al ritorno sapevamo che c'era una qualche piacevole sorpresa ad attenderci. 

Andrea Cammileri, Una birra al caffè Vigata

martedì 16 maggio 2017

Famiglie felici

Tutte le famiglie felici sono simili tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.

Lev Nikolaevic Tolstoj, Anna Karenina

venerdì 12 maggio 2017

Attraversare uno specchio

Non aveva mai capito come si potesse mettere in un romanzo una persona che per te avesse contato qualcosa. Una volta finita dentro il romanzo, come si attraversa uno specchio, era persa per sempre. Non era mai esistita nella vita reale. Annientata....

Perché tu non ti perda nel quartiere, Patrick Modiano

giovedì 11 maggio 2017

Notte

Era quasi l'una di notte, e pensò che a quell'ora, nel silenzio e nella solitudine, capita si fasciarsi la testa per niente.

Perché tu non ti perda nel quartiere, 

mercoledì 10 maggio 2017

Ricordi

Ma i ricordi gli venivano meno, uno dopo l'altro, come bolle di sapone o frammenti di in sogno che evaporano al risveglio.

Perché tu non ti perda nel quartiere, Patrick Modiano