L'āsana viene raggiunto nel punto in cui lo sforzo si allenta e lascia il posto a un senso di comodità. Nella posizione dobbiamo sentirci comodi. Se pensiamo ad alcune posizioni che hanno quasi dell'acrobatico, si potrebbe pensare che questa disciplina sia un'attività per pochi eletti, dotati di un corpo super flessibile ed elastico. In realtà, non esiste l'ásana perfetto: ognuno ha un certo materiale corporeo a disposizione e su quello deve lavorare per fare ciò che l'asana richiede. In questo senso, l'ăsana può essere considerato come un'intenzione, una direzione a cui tendere. È vero che l'āsana mira a far assumere al corpo una determinata forma, tuttavia ogni āsana lavora sul corpo in modo specifico e, una volta capito qual è il suo obiettivo, attivare correttamente la parte del corpo interessata è più importante che raggiungere la figura finale.
Mara Valenti, Yoga metaforico
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